Legambiente Sabaudia sulla necessità di fine procedura VIA su raddoppio porto di San Felice Circeo

COMUNICATO STAMPA DEL CIRCOLO LARUS LEGAMBIENTE DI SABAUDIA

Sabaudia, 07.10.2009


Il Circolo Larus Legambiente di Sabaudia ha inviato alla Regione Lazio e
al Parco Nazionale del Circeo una dettagliata lettera in cui ricostruisce la
complessa storia del porto di San Felice Circeo, la cui realizzazione é iniziata nel
1959 e il cui completamento e ampliamento é in discussione alla Conferenza
di Servizi del 21 ottobre p.v.

Come é noto, parallelamente a questa vicenda si é snodata quella del
raddoppio del porto, vicenda -quest’ultima- sfortunatamente non ancora
conclusa in quanto, nonostante la bocciatura sancita dal Consiglio di Stato
nel 2004, quel progetto è stato “resuscitato” nel 2005 con l’attivazione
della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, tuttora pendente, di
cui auspichiamo prontamente la chiusura.

Se è infatti vero che nel corso dell’ultima conferenza di servizi (dicembre
2008) il progetto di raddoppio è stato bocciato dagli uffici regionali in
materia portuale, ambigua è parsa la posizione dell’ufficio VIA che ha
preferito trincerarsi dietro al mancato espletamento della gara europea pur
di non entrare nel merito dell’impatto ambientale dell’opera nel suo
complesso.

La prossima conferenza dei servizi, quindi, diventa la sede decisiva in cui
stabilire quale sarà il futuro di questa infrastruttura, che insiste per
buona parte nel territorio del Parco del Circeo (come sancito a chiare
lettere dalla sentenza del Consiglio di Stato nel 2004 n. 4163) e che fino
ad oggi mai ha affrontato il giudizio del Parco Nazionale o di qualsiasi
altra Autorità preposta alla sorveglianza sui vincoli che insistono
nell’area del Parco e nelle aree di valenza internazionale (nel caso
specifico tale sorveglianza spetta – come é noto – alla Regione Lazio). E’
in quella sede, infatti, che si decideranno gli assetti definitivi del
porto e le sue future possibilità di ulteriore sviluppo, sia esso
qualitativo, come auspicato da Legambiente, che in termini di mera
superficie, come perseguito da ormai un decennio da alcuni soggetti privati
sostenuti fortemente dalla volontà di alcuni Amministratori del Comune di
San Felice Circeo.

A questo proposito Legambiente ritiene opportuno ribadire che qualsiasi
ipotesi di nuove opere a mare per l’ampliamento della struttura portuale
esistente avrebbero conseguenze devastanti su flora e fauna marina,
aumenterebbero i processi erosivi sull’arenile di San Felice Circeo e di
Terracina, con gravi conseguenze ambientali ed economiche, influirebbero
sul delicato ecosistema del Parco nazionale del Circeo, già aggredito da
abusivismo e illegalità diffusa e aprirebbero la strada a progetti
infrastrutturali di sostegno all’ampliamento della struttura portuale di
rilevantissima entità, non necessari alla città e lesivi ancora una volta
dell’ambiente del Parco nazionale.

Esistono poi ulteriori ragioni che consentono di ritenere ormai non più
necessario il progetto di raddoppio portuale oggetto della procedura
137/2005. Infatti:

– il Comune di San Felice Circeo ha modificato il proprio PUA consentendo
a tutti gli stabilimenti balneari di realizzare “punti di ormeggio” alle
spalle delle barriere protettive realizzate dal Genio Civile OO. MM. negli
anni 70;

è stata autorizzata una nuova darsena nell’area del Lido (circa 50
imbarcazioni);

– ulteriori posti barca potranno essere reperiti nella costruenda darsena
di Golfo Sereno (circa 100 natanti di dimensioni medio-piccole), ben lontani
dalle aree pregiate del Parco.

Le “necessità nautiche” previste dal progetto di raddoppio (circa 200
barche su 80 mila metri quadrati) sono perciò già state affrontate,
certamente in modo molto poco ortodosso, senza ampliare la struttura
portuale esistente, ponendo “potenzialmente” fine a qualsiasi ulteriore
velleità di raddoppio.

Chiediamo perciò che in sede di Conferenza di Servizi la Regione Lazio,
evitando tentennamenti e timidezze, esprima in maniera chiara e definitiva
che gli interventi in progetto saranno i soli autorizzati ed autorizzabili
nel Parco Nazionale del Circeo e che al contempo tale posizione venga
formalizzata con il provvedimento di chiusura della procedura 137/2005
relativa al raddoppio del porto
.

IL DIRETTIVO DEL CIRCOLO LARUS LEGAMBIENTE DI SABAUDIA

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