Legambiente e lotti interclusi a Sabaudia

Legambiente Sabaudia

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Sollecitati dall’intervento dell’Associazione Caponnetto, che per voce del suo rappresentante regionale, in sede di audizione della Commissione Sicurezza della Regione Lazio, in data 27.11.2008, denunciava il pericolo relativo all’applicazione per il centro storico di Sabaudia della normativa relativa ai “lotti interclusi”, apprendiamo, attraverso opportuna ricognizione della relativa documentazione, della volontà dell’amministrazione comunale e del dipartimento urbanistico della Regione Lazio, di approvare l’edificazione dei lotti residui del centro storico cittadino. Con questa strategia si intende procedere alla realizzazione di nuove edificazioni o addirittura di sanatorie edilizie relativamente ad aree incluse nel perimetro del centro storico della città, prescindendo dal Piano Particolareggiato. Si tratta di un modo nuovo per soddisfare l’insaziabile fame di cemento e denaro degli speculatori locali e di sfregiare ulteriormente il centro della città di Sabaudia, emblema del razionalismo italiano.

Vogliamo ricordare che, quando nel 1980 venne elaborato e adottato (ma non approvato) il PPE (Piano Particolareggiato) del centro storico, si riconosceva la delicatezza e il pregio dell’area. Tuttavia ciò che si pensava di realizzare in termini di volumetria non venne considerato adeguato al suo livello culturale ed estetico, tanto che nel 1989, il PPE venne revocato, obbligando la redazione di un nuovo Piano Particolareggiato del centro cittadino, cosa che non è mai stata fatta. Anche in assenza di PPE, si sono comunque voluti introdurre, in maniera spregiudicata, nuovi volumi nel centro storico. I risultati di queste scelte, sollecitate da un’amministrazione sempre prona ai poteri forti, sono di dubbia valenza estetica e urbanistica e responsabili del crescente abbrutimento per via giudiziaria della città di Sabaudia.

Detto questo, teniamo a precisare che:

  1. Nella città di Sabaudia, il Piano Regolatore Generale obbliga, per il centro storico, l’attuazione del Piano Particolareggiato. Esiste, infatti, sull’argomento una documentazione oramai storicizzata di valutazioni che obbliga all’attuazione del PPE. Infatti, con nota del 28.10.2005, la Regione Lazio (Dipartimento Territorio) chiarisce che, in mancanza di riscontri normativi univoci, devono essere mantenute distinte le funzioni di pianificazione e di attuazione e che pertanto l’applicazione delle previsioni di PRG necessitano dello strumento attuativo. Solo gli attuali amministratori e qualche funzionario regionale sembrano avere perplessità a riguardo
  2. In centro storico non esistono destinazioni di aree possibili al di fuori del Piano Particolareggiato ancora da realizzare.
  3. La Regione Lazio ha vincolato con il recente PTPR il centro storico cittadino attraverso vincolo paesaggistico.
  4. La Regione Lazio, anomalia particolarmente strana, considera, nella nota inviata alla Procura di Latina, in prima istanza decaduto il Piano Particolareggiato, mentre successivamente, con apposita nota di rettifica, riconosce l’errore materiale senza però trasmettere l’importante nota agli organi inquirenti. In questo caso chiediamo che essa venga inviata e allegata agli atti della Procura così da fornire il giudice della documentazione completa ed evitare che venga indotto in errori.

Con ciò, il circolo Larus, sulla base della documentazione in suo possesso, ritiene che non si possa prescindere dal Piano Particolareggiato e che ogni tentativo di realizzare nuove cubature utilizzando come chiavistello la norma legata ai lotti interclusi non solo palesa una chiara incompetenza in materia urbanistica ma anche la volontà di compromettere lo straordinario valore urbanistico della città, favorendo palazzinari e speculatori, veri amministratori di Sabaudia. La normativa dei lotti interclusi è, infatti, relativa solo alle lottizzazioni abusive e non certo applicabile all’interno dei centri storici delle città d’arte come Sabaudia, dove per altro gli spazi urbani liberi sono frutto di scelte urbanistiche volute dai progettisti della città. Essi danno il valore storico di Sabaudia e per questa ragione sono inviolabili. Il lotto di via Verbania, da questo punto di vista, magari attraverso un’interpretazione furbesca e comune sbagliata capace di considerare possibile la realizzazione un planovolumetrico intercluso, corre secondo noi, un serio pericolo. Dispiace che quest’operazione venga di fatto sostenuta mediante una grave ambiguità di fondo da parte anche degli uffici urbanistici della Regione Lazio.

In definitiva, se risulterà possibile considerare lotto intercluso qualche terreno nel centro storico cittadino (caso unico in Italia), vorrà dire che sarà possibile anche costruire vicino al Colosseo qualche gruppo di villette a schiera. Al peggio, come è evidente, non c’è mai fine.


Il direttivo del circolo Larus Legambiente Sabaudia

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