LEGALITA’ – BAMBINI IN MARCIA A ROMA CONTRO LE MAFIE

Una marcia degli alunni per dire no alle mafie, la sistemazione di un ulivo, simbolo della legalita’, e la ricostruzione della stele a Piazza Bologna in ricordo delle persone coinvolte nella strage di Capaci, che era stata distrutta qualche settimana fa da vandali. Sono le iniziative che hanno inaugurato oggi a Roma la Settimana della Legalita’, organizzata dall’istituto comprensivo romano ‘Falcone e Borsellino’, dal III municipio e dall’assessorato all’Istruzione della Regione Lazio. Circa un migliaio di alunni di elementari e medie hanno partecipato alla manifestazione, cominciata con ‘la marcia della legalita” nel quartiere nei pressi di piazza Bologna, poi conclusa con la premiazione dei vincitori per gli scritti del concorso sul ‘giorno dopo la sconfitta della mafia’. A premiare i bambini e’ stato il presidente della Regione Piero Marrazzo, che alla fine della manifestazione ha scoperto un ulivo all’ingresso della scuola, donato dalla Fondazione Giovanni Falcone. La meridiana riparata in piazza Bologna e mostrata nuovamente oggi, invece, segna con una linea rosso sangue le 18.22, per ricordare l’ora esatta della strage di Capaci. Alla manifestazione hanno partecipato l’assessore alla Cultura della Provincia di Roma Cecilia D’Elia, quello regionale alla Scuola Silvia Costa, il presidente della Commissione Sicurezza Luisa Laurelli e il presidente del III municipio, Dario Marcucci.

MARRAZZO, NEL LAZIO LA PIOVRA C’E’ “A Roma e nel Lazio dobbiamo dire che la piovra c’é”. Lo ha detto il presidente della Regione Piero Marrazzo, che oggi ha partecipato a Roma alla marcia della legalità nel III Municipio dall’Istituto comprensivo Falcone e Borsellino. “Le mafie non si fermano – ha aggiunto Marrazzo – Roma e Palermo sono molto più vicine”. Per Marrazzo “chi nega la mafia a Roma e nel Lazio sbaglia, nel nostro territorio i mafiosi non solo riciclano il loro denaro, ma gestiscono anche usura e traffici illeciti”. “I giornalisti – ha detto Marrazzo a proposito della scarsa attenzione dei media nei confronti della mafia denunciata qualche giorno fa dal Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso – spesso rincorrono le notizie e invece dovrebbe anticiparle, un fatto non accade mai per caso. Le mafie preparano gli attentati, lavorano sotterraneamente per raggiungere i loro scopi”. “Il mio ricordo personale – ha concluso il presidente della Regione Lazio – è mio padre, il quale ha raccontato fatti che nessuno aveva mai raccontato, così hanno fatto altri giornalisti, alcuni di questi anche uccisi”.

(Tratto dal Portale Legalità ANSA)

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