Le responsabilità della “politica” nel problema mafie e la nostra più assoluta indipendenza da tutto e da tutti.

Se c’è qualcuno che intenda utilizzare la nostra Associazione per scopi politici o per ambizioni personali è meglio che non vi si accosti.

Noi non siamo mai stati e non intendiamo essere il tappetino rosso per scalate politiche o lo strumento da utilizzare per beghe di partiti o fazioni di partiti.

La nostra Associazione è un sodalizio antimafia e contro il malaffare di qualsivoglia soggetto politico.

Rosso, nero, bianco, azzurro o turchino.

Siamo contro tutte quelle persone che militino a destra come a sinistra e che si rendano responsabili di atti disdicevoli, di collusione con camorristi e mafiosi, di episodi di malaffare, senza guardare alla tessera che portano in tasca.

Ci è capitato e ci capita spesso di trovare sacche di malaffare in segmenti di destra come di sinistra.

E non tolleriamo che ci siano soggetti che, mentre da una parte si riempiono la bocca di parole come “legalità”, ”lotta alle mafie”, soggetti che partecipano alle manifestazioni antimafia e spesso ne sono i promotori, dall’altra, oggettivamente o soggettivamente, sono fra i primi che alle parole non fanno seguire comportamenti ed atti coerenti.

Da soggetti del centrosinistra noi abbiamo ricevuto e riceviamo schiaffi un giorno sì e l’altro pure.

Paghiamo la nostra ferma volontà di non piegarci e di non farci marcare da chicchessia, paghiamo la nostra assoluta indipendenza da tutto e da tutti.

Non ci è stato consentito di parlare in talune sedute della Commissione Regionale Sicurezza presieduta dalla Laurelli (PD) (gestione Marrazzo); siamo stati esclusi, sempre in quel periodo, da Osservatori ed altri Organismi sulle criminalità della Regione; siamo stati ancora una volta esclusi dal Coordinamento di quella fantomatica Consulta Provinciale antimafia costituita dall’Amministrazione Provinciale di Roma presieduta da Zingaretti (anche questo PD, come la Laurelli).

Ci hanno insultato e quasi minacciato in una recente riunione della Commissione Sicurezza della Regione Lazio (gestione Polverini) presieduta ora da Zaratti (SEL) senza che questi pronunciasse una sola parola in nostra difesa.

Ed a tutela della nostra libertà di esporre fatti ed opinioni.

Potremmo andare oltre, ma ci fermiamo qua.

Per ora.

La nostra pazienza sta per terminare.

Noi abbiamo subito negli anni tentativi di infiltrazioni di tutte le specie, di boss ed anche-e forse soprattutto-di soggetti che avevano intenzione di strumentalizzarci politicamente.

Sia ben chiaro a tutti che noi imputiamo alla “politica” le maggiori responsabilità di aver fatto affermare le mafie nel Paese e nei nostri territori.

Il problema “mafie” è tutto e solamente “politico” e noi esigiamo, pertanto, da quegli esponenti politici che tanto parlano di mafie ed antimafia comportamenti ed atti coerenti.

Saremo inflessibili nel denunciarli, anche pubblicamente.

Abbiamo chiesto recentemente a tutti i Sindaci pontini -e lo faremo presto anche con quelli della Campania e dell’Abruzzo e Molise- la costituzione di Osservatori COMUNALI sulla criminalità.

Fra questi Sindaci ci sono soggetti di destra come di sinistra.

Nessuno finora, a due mesi circa della nostra richiesta, ci ha risposto.

Abbiamo chiesto ai Ministri Severino e Cancellieri un intervento per far applicare l’art.51 bis-comma 3- del CPP per costringere le Procure ordinarie del Lazio a cominciare ad operare anche in materia di reati di mafia e nessun esponente o parlamentare del centrosinistra, al pari di quelli del centrodestra, ha pensato bene di perorare l’accoglimento della nostra richiesta.

Tutti questi ipocriti non osino farsi vedere ancora in qualche manifestazione antimafia perché li svergogneremo pubblicamente.

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