Le “residenze”, cari Prefetti e Questori, le “residenze”…

Avevamo puntato moltissimo – per completare il quadro delle ricerche da noi fatte in gran parte sulla base dei soggetti economici a mezzo di centinaia di “visure camerali – anche sulle residenze in modo da poter individuare, uno per uno, tutti i pregiudicati, i mafiosi, le persone sospette che pullulano nei centri del sud pontino: da Castelforte-SS. Cosma e Damiano fino a Terracina -San Felice Circeo-Sabaudia comprese, ma non ci è stato consentito.
Top secret, dati sensibili.
Eppure non tutti i presidi di polizia sono stati o sono collegati con le anagrafi comunali e, se anche teoricamente i Comuni sono obbligati a comunicare ai Commissariati le nuove residenze, in effetti, data la mole delle incombenze che questi hanno, i controlli evidentemente, viste le cose come vanno, scarseggiano.
Talché è legittimo sospettare che le migliaia di soggetti che fittiziamente risultano residenti in tutti i comuni del sud pontino, riescano a sovvertire anche i
risultati delle elezioni comunali a vantaggio di tizio o di caio indicati dalle organizzazioni criminali.
Da Fondi, durante una gestione antecedente all’amministrazione Parisella, un Commissario prefettizio rispose che i cittadini campani che risiedevano in quella città erano tutte persone perbene che erano scappate dalla Campania per sfuggire proprio dalle fauci della camorra.
E chi aveva detto il contrario!!!
Formia, più recentemente, non ha voluto rispondere alla nostra richiesta dell’elenco dei residenti.
A Gaeta, dopo il rifiuto dell’Amministrazione di costituire l’Osservatorio comunale contro la criminalità, non ci siamo azzardati nemmeno a chiedere tale elenco!
Ci avrebbero preso per pazzi.
Eppure tutti sanno che nei comuni del sud pontino – e più in generale, nell’intero Lazio e non solo – “si parla troppo napoletano” per dirla alla Rita Bernardini dei Verdi e alla Antonio Di Pietro…
Non che vogliamo criminalizzare tutti i”napoletani”, fra i quali ci sono moltissime persone perbene, ma, sa, in” terra di Casale”, un pò più di attenzione al riguardo non farebbe male.
E, così, ci vediamo costretti a lavorare sugli “scontrini” cercando di individuare, attraverso il nostro database e appunto le “visure camerali” e gli elenchi degli appalti pubblici, solamente i soggetti economici che pur sono tantissimi, anche se non tutti i residenti provenienti da
quella regione e dalle altre storicamente infiltrate da camorra, ndrangheta e cosa nostra.
Trovando notevoli difficoltà anche qua perché oggi le imprese mafiose hanno quasi tutte fissato la loro sede legale al nord proprio per sottrarsi all’attenzione della gente e delle forze dell’ordine.
E, così, attraverso le confidenze di qualche volenteroso, vieni a sapere di tanto in tanto che nella tale via risiede il soggetto collegato con i vari clan, quelli noti e quelli meno noti, magari interessato a prendere l’appalto o il subappalto, in combutta con il colletto bianco locale, per costruire il tale palazzo, la tale villa, il tale forno crematorio, il porto o chissà quale altra opera.
Le residenze, cari Prefetti e Questori, le residenze!!!

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