Le residenze campane nei comuni del sud pontino. Un invito alle forze dell’ordine locali a verificarle una per una dopo le dichiarazioni di Carmine Schiavone

Il problema delle RESIDENZE da noi più volte evidenziato e non sappiamo quanto monitorato dalla forze dell’ordine nei singoli comuni del sud pontino.
Abbiamo qualche preoccupazione in quanto ci è capitato che un soggetto condannato da un Tribunale del Piemonte per le sue attività alle dipendenze di una società campana in odor di camorra e residente a Gaeta non era affatto conosciuto.
Carmine Schiavone nelle sue dichiarazioni ha citato i territori di Formia e Gaeta quali appartenenti, secondo il clan dei Casalesi, alla… ” provincia di Casale”… ,..
C’è, quindi, da presumere che di lorsignori in questi comuni ce ne debbono stare più di qualcuno.
E, quando essi stanno su un territorio, non stanno per caso, con le mani i9n mano o per motivi turistici.
Stanno, invece, per lavorarci, per tessere una rete di rapporti, per inquinare i tessuti politico ed istituzionale, che sono quelli che consentono ad essi di ottenere concessioni edilizie, varianti urbanistiche, autorizzazioni varie.
E per comprare.
Terreni, ville, attività commerciali e quant’altro.
A quanto appare, non sembra che le forze dell’ordine locali siano su questo versante estremamente attente come si dovrebbe.
Orbene, chiediamo a questo punto che la Tenenza dei Carabinieri di Gaeta, la Compagnia di Formia, i due Commissariati della
Polizia di Stato di Gaeta e di Formia, il Gruppo della Guardia di Finanza di Formia si attivino con la massima urgenza per redigere una mappa di tutte le residenze campane su quei territori e per verificare, caso per caso, di che tipo di gente si tratta, se sia, cioè, gente collegata con i clan della camorra presenti massicciamente su quel territorio: Castelforte, SS. Ciosma e Damiano, Minturno-Scauri, Formia, Gaeta, Sperlonga, Itri e Fondi.
Ed attenti alle attività di trasporto di merci nel Porto di Gaeta dopo che già decine di anni fa la Squadra Mobile di Palermo individuò un’impresa sospettata di far capo alla famiglia Riina.

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