Le ragioni della “crisi” della Pozzi Ginori di Gaeta

Economia del “Grande Fratello”

Oggetto dell’economia, (Oskar Lange) … ” è l’amministrazione delle risorse nella società umana. Gli esseri umani che vivono nel quadro di una determinata civiltà storica avvertono diversi bisogni, come quelli di nutrirsi, di avere una casa… Alcuni di questi bisogni derivano da necessità biologiche che devono essere soddisfatte per la semplice preservazione della vita… L’effetto di azioni economiche su azioni e relazioni sociali è la sociologia economica. Appartengono a questo campo le ralazioni industriali, la burocrazia nelle società commerciali, il sindacalismo.”

Si può allora affermare che l’economia fa parte dell’attività umana e come tale deve essere ben amministrata, non possiamo permetterci di alterare gli equilibri. Pertanto come nel nostro caso dobbiamo tener conto che in ogni operazione, il costo di ciò che s’impiega non può essere più alto del prodotto che si ottiene. Se questo equilibrio si altera, si possono generare crisi ingovernabili. E come tutti sappiamo siamo sempre noi che paghiamo tutto anche le crisi procurate, persino dopo aver civilmente fatto il nostro dovere cioè pagare le tasse, per sostenere l’economia.

Ed ecco il paradosso, l’etichetta del fallimento dell’economia è sempre attribuita a chi lavora. La responsabilità è del lavoratore, perchè definito, secondo le circostanze: fannullone, assenteista, inefficiente, irresponsabile, incapace ecc. in altre parole le conclusioni e le decisioni non sono mai condivise con la parte più impegnata a sostenere l’economia  adeguata a sostenere gli investimenti.

Come’è ovvio anche la Pozzi Ginori S.p.A. in Gaeta, fiore all’occhiello del gruppo Sanitec è in crisi  ma nessuno se n’è  accorto. Lo afferma il Direttore dello stabilimento nell’ultimo incontro del 07 u.s. esprimendosi così COM:” non si evidenzia consapevolezza della gravità della situazione. Uno stabilimento così non può sopravvivere. Lo stabilimento non può reggere con questo livello d’inefficienza. …” Prendiamo atto di quanto dichiara ma vorremmo ricordarle che con un nostro comunicato abbiamo chiesto un incontro per discutere come affrontare tale emergenza (se di emergenza si può parlare), è stato totalmente ignorato come pure il Diritto Sindacale, dove recita: “la legge espressamente prevede che spetti alle rappresentanze sindacali aziendali valutare i casi e i modi nei quali sia consentito al datore di lavoro di far prevalere le esigenze organizzative e produttive, ovvero le esigenze di salvaguardia del patrimonio aziendale della sicurezza del lavoro, sull’interesse dei lavoratori alla riservazezza e alla dignità personale. ”

In conclusione, assistiamo alla continua ristrutturazione dello stabilimento unilateralmente, per cui le responsabilità del ” tracollo” riorganizzativo non può essere attribuito alle maestranze.

Rimaniamo a disposizione per un’incontro.

Il delegato aziendale

Maurizio Acquaviva

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