Le province di Viterbo e Rieti “isole felici”? Suvvia, Procuratore Ferrara!

“VITERBO E RIETI ISOLE FELICI”? NO, PROCURATORE FERRARA, NON SIAMO D’ACCORDO

No, no ed ancora no.

Procuratore Ferrara non siamo d’accordo con quanto lei sostiene a proposito della presenza mafiosa nel viterbese.

E’ vero che noi allo stato non siamo in grado, per deficienze organizzative nostre, di contestare, dati alla mano, quanto ella ha dichiarato davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia, ma dalle non esaustive notizie acquisite già qualche anno fa dal nostro compianto vicesegretario regionale Gigi Daga già intuimmo la presenza almeno sulla fascia costiera del viterbese di investimenti in odor di mafia.

Purtroppo Gigi Daga a dicembre scorso è morto e non siamo stati in grado fino ad oggi di arricchire le indagini da lui iniziate con altri elementi.

Cercheremo di farlo in un prossimo avvenire.

Noi non riteniamo Ferdinando Imposimato, un suo ex collega con la c maiuscola, un visionario quando sostiene la presenza dei casalesi nel viterbese.

Né, d’altro canto, è possibile, data la vicinanza della provincia di Viterbo a Civitavecchia, sul cui territorio, c’è, come ella saprà, una massiccia presenza mafiosa, che le mafie abbiano scritto dei confini oltre i quali non si siano spinte.

Le mafie non conoscono confini.

Ella è il Procuratore Capo di Roma, ma non si dispiaccia se noi affermiamo che avremmo preferito che l’illustrazione della situazione per quanto attiene alle attività mafiose nel Lazio fosse delegata al Capo della DDA Dr. Capaldo.

Non per sfiducia nei suoi confronti, per carità, ma semplicemente per il fatto che i magistrati addetti alla DDA di Roma, che pure è una costola della sua Procura, sono coloro, per la specificità del lavoro da essi fatti, che hanno il polso della situazione relativa alla presenza di clan ed agli investimenti sospetti.

C’è da aggiungere, poi, che probabilmente anche le DDA di Napoli o di altre parti del Paese potrebbero avere indagini in corso relativamente ad attività di clan provenienti dai loro territori di competenza ed operanti eventualmente nel viterbese.

Le mafie si camuffano, si inabissano, agiscono sempre con prestanome “puliti” ed in giacca e cravatta e non conoscono confini.

Stanno in tutto il Basso Lazio, stanno a Roma, stanno a Civitavecchia, stanno invadendo la confinante Toscana ed è possibile mai che abbiano saltato la provincia di Viterbo facendole meritare addirittura la qualifica di “isola felice”?

Suvvia, chieda un rapporto dettagliato alla DIA, al GICO, al ROS, ai Servizi centrali e a chi altri vuole lei e ne riparleremo.

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