Le persone impegnate nella lotta contro le mafie non sono gradite nei partiti!

Piddì stellare: escluso dalle liste a Palermo (in principio fu: ci dai una mano in Sicilia?)

Questa è nuova, quasi fresca di giornata. Signore & Signori, il prestigioso Pd bersaniano di Palermo si è rifiutato di candidarmi a Palermo nelle liste per l’assemblea nazionale. Calma, non date giudizi affrettati, prima aspettate che vi dica a grandissime linee come è andata (le linee di dettaglio e quelle intermedie non le conosco nemmeno io, e nemmeno mi interessa saperle). Come i lettori più fedeli del Blog sanno bene, ho deciso dall’inizio di appoggiare Bersani nella sua candidatura a segretario del Pd. Una questione, come posso dire?, di minimo sindacale. Non voglio più vedere giocare al piccolo chimico con il maggiore partito di opposizione. Come è accaduto tra il 2007 e il 2009. Mi basta il minimo. Il resto, il di più, si farà dopo. Ho chiesto pubblicamente a Bersani in un intervento scritto (il primo dopo trent’anni; lo trovate qui, mese di luglio) alcuni impegni nella lotta alla mafia. Bersani se ne è ricordato. E con la Bindi ha pensato di candidarmi simbolicamente a Palermo. Lista unica, io capolista in uno dei tre collegi di Palermo. Per comunicare agli elettori una scelta di campo, che nessuno dubiti e che qualcuno magari speri. Io ho accettato, mi sembrava giusto. Rinuncia a Milano, e disponibilità a scapicollarmi anche in Sicilia per un comizio o due.

Ieri la notizia. Non mi hanno voluto. Il capo locale del Pd, Antonello Cracolici, ha fatto una sua lista bersaniana, l’ha presentata a sorpresa. Doveva piazzare i suoi. Doveva dimostrare la sua potenza. Da quel punto non so che cosa sia successo; mentre mi veniva raccontato mi sembrava tutto grottesco e perfino inutile da sapere. Ma che pensano che siano le primarie? Forse la conta delle truppe cammellate? Ma no, quelle le fanno gli iscritti, questi terribili iscritti a montagne di Campania, Calabria e Sicilia. Alle primarie ci sono gli elettori veri, quelli rimasti al Pd. Che normalmente in Sicilia chiedono al partito di lottare contro la mafia e vorrebbero essere rassicurati con qualche nome. E delle minicarriere dei Cracolici e dei loro simili (pensare che era un giovane dell’antimafia, poi si vede che è cresciuto…) si fanno un baffo, proprio come B. della Corte costituzionale. A me che in questo partito si scopra che in Campania sono tesserati dei killer della camorra sembra gravissimo. Drammatico. Ma diventa ancora più grave quando constato che i leader nazionali devono chinare la testa davanti a qualunque cacicco locale. Perché allora davvero non capisco chi ci salverà.

Insomma: davanti a questi interrogativi, non sono nemmeno riuscito ad arrabbiarmi. L’ho raccontato ieri sera alla biondina ridendo, mi sembrava una barzelletta. Il Pci di una volta le candidature simboliche, sia pure con un po’ di strumentalità, sapeva cos’erano. Ora non più. L’importante è la sorte del capetto, la bandiera si fotta pure. Tanto non ci sono le preferenze ma c’è la maledetta lista bloccata (solo in undici su 150 e passa abbiamo votato contro questa culla di nequizie…). E la chiamano politica. Ma non vi fanno ridere? Pena, d’accordo. Ma non vi fanno ridere?

Nando Dalla Chiesa
(www.nandodallachiesa.it)

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