Le navi -non la nave- dei veleni disseminate dalle mafie nei nostri mari. Il governo intervenga e non faccia chiacchiere

Nave dei veleni, è emergenza nazionale

Mercoledì scorso l’incontro tra il premier e il presidente della Regione Calabria affinché il governo agisca in fretta. Il Wwf chiede che venga “subito nominato un commissario” e la garanzia di adeguate risorse economiche, oltre che per il relitto della Cunski, anche per l’area a terra sospettata di inquinamento radioattivo. A Montecitorio “scatta” la mozione bipartisan Pd – Pdl che chiede alll’esecutivo di coordinare l’azione di 6 ministeri (Interno, Giustizia, Esteri, Difesa, Welfare e Ambiente) attraverso “una task-force”

NAVE VELENI:BERLUSCONI VEDE LOIERO; WWF PER COMMISSARIO/ANSA
AL VIA UNA MOZIONE BIPARTISAN, E’ EMERGENZA NAZIONALE

La questione della “nave dei veleni” approda a Palazzo Chigi. “Entro domani – spiega Silvio Greco, assessore all’Ambiente della Regione Calabria – forniremo alla Presidenza del Consiglio tutti gli aggiornamenti relativi alla tematica in essere”. Greco riferisce infatti di un incontro tra il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a margine della riunione di mercoledì scorso tra l’Ufficio di presidenza delle Regioni e lo stesso premier insieme coi ministri Sacconi e Tremonti.
“Il presidente Loiero – ha aggiunto Greco – ha informato dettagliatamente il premier sulla situazione di preoccupazione che si registra in Calabria in merito alla scoperta del relitto che conterrebbe rifiuti tossici al largo di Cetraro”, in provincia di Cosenza.

Allo stesso tempo, il Wwf chiede, in una lettera al capo del Governo, resa nota in una conferenza stampa, che venga “subito nominato un commissario” e la garanzia di adeguate risorse economiche, oltre che per il relitto della Cunski, anche per l’area a terra, in corrispondenza della discarica di Serra d’ Aiello, sempre nel cosentino, un’area sospettata di inquinamento radioattivo. E, su questa scia, l’associazione del Panda scrive anche ai presidenti delle commissioni di inchiesta sulle ecomafie, Gaetano Pecorella, sul fenomeno della mafia, Giuseppe Pisanu, e al presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Francesco Rutelli, trasmettendo i dossier prodotti in 15 anni di ricerche sull’argomento.
Per il Wwf serve “un impegno straordinario congiunto delle istituzioni parlamentari e governative” da intraprendere immediatamente “non soltanto per l’ambiente ma per la salute dei cittadini”.
Tra le iniziative, “un intervento del ministero dell’Ambiente e della Protezione civile per costituire una task force per il mare e un coordinamento delle Procure sollecitato dal ministero della Giustizia”.

A Montecitorio, intanto, una mozione firmata da Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd, e sottoscritta da Luca Barbareschi e Fabio Granata del Pdl, pone la questione della “nave dei veleni” come “un’emergenza nazionale” che riguarda tutti, e di cui la Rai dovrebbe occuparsi di più anche “in prima serata”. Tra gli impegni, oltre alla verifica e bonifica e al blocco dei traffici illeciti, che secondo il testo della mozione il governo dovrebbe assumere, c’è quello di coordinare l’azione di 6 ministeri (Interno, Giustizia, Esteri, Difesa, Welfare e Ambiente) attraverso “una task-force” che metta in campo le risorse, i mezzi e le tecnologie, per “tutelare la salute dei cittadini” e del mare, nonché assicurare pieno sostegno alla Dda di Catanzaro e alla Procura di Paola.
Naturalmente, il testo impegna il governo a recuperare il relitto, insieme con il carico, oltre che a mettere in sicurezza l’area a terra interessata da rifiuti tossici, richiedendo anche l’intervento degli organismi internazionali, tra cui l’Ue e l’Onu, per recuperare navi sospette affondate in acque internazionali.

(Tratto da Aprileonline)

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