Le mani di Cosa Nostra e della camorra sul porto di Gaeta? Un nostro appello al Capo della DDA di Roma Procuratore Pignatone.

PORTO DI GAETA, QUANTI MISTERI!!!
LE MANI DI COSA NOSTRA E DELLA CAMORRA SU DI ESSO???
Prima le voci circa i lavori che avrebbe fatto un’impresa riconducibile al figlio di Totò Riina, poi quelle che riguarderebbero un traffico di pale eoliche con destinazione il Molise e per conto di Nicastri sospetto prestanome di Mattia Messina Denaro, poi, ancora, quelle di un sospetto traffico di armi con la Somalia.
Chi è o chi sono il referente o i referenti locali? gli spedizionieri? gli agenti marittimi?
Un versante, questo, che richiederebbe un monitoraggio rigoroso perché non è possibile che, con un Ufficio della Dogana ed un posto fisso della Guardia di Finanza, le cose sarebbero passate inosservate.
Se di notizie fondate dovesse trattarsi, ovviamente.
Perché, sempre che le notizie fossero fondate, vorrebbe dire che… qualcosa non ha funzionato e non funziona.
Una cosa è certa: che del Porto di Gaeta e di quanto avverrebbe al suo interno se ne sta parlando spesso e sempre in maniera più inquietante.
Una nostra preghiera al Procuratore Pignatone, Capo della DDA di Roma: disponga un’inchiesta della DIA per verificare quanto si
sarebbe verificato fino ad oggi e, in caso di esito positivo delle indagini, CHI sono tutti gli attori in campo, a cominciare eventualmente da quelli locali.
Spunti investigativi molto importanti possono essere attinti dai servizi pubblicati dal quotidiano ” Latina Oggi” del 17 aprile 2013 alle pagine 34 e 35.

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