Le mani dei Casalesi sulle cooperative dell’antimafia, l’inchiesta choc della Procura di Napoli: tutti i nomi degli indagati

Le mani dei Casalesi sulle cooperative dell’antimafia, l’inchiesta choc della Procura di Napoli: tutti i nomi degli indagati

11 Dicembre 2021

Di Fulvio Miele

Il sindaco di Sparanise (piccolo centro del Casertano), Salvatore Martiello, è indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli per una vicenda del 2020 relativa all’affidamento in materia di servizi sociali. I reati contestati a Martiello sono la turbativa d’asta e la corruzione con l’aggravante mafiosa. Accuse relative ad  una gara indetta dall’ambito sociale C9. La notizia è stata resa pubblica dallo stesso Martiello  attaverso un comunicato, nel quale spiega di aver ricevuto da agenti della Polizia di Stato un avviso di garanzia. Nel comunicato Martiello ha spiegato di essersi anche autosospeso dalla carica di sindaco “fino ad avvenuto chiarimento della vicenda giudiziaria che mi riguarda”. “Confido nell’operato della magistratura inquirente – aggiunge – ed ho già dato mandato al mio legale Angelo Raucci di chiedere di essere ascoltato sin da subito per chiarire la mia posizione”. La Polizia – squadra mobile di Caserta – ha sequestrato al sindaco, nell’ambito di una perquisizione, cellulari e materiale informatico.

L’inchiesta, gli accertamenti in atto da parte della procura distrettuale antimafia di Napoli, si occupa di finti operatori socio assistenziali e finte cooperative costituite, dirette e finanziate in modo consolidato negli ultimi venti anni da un ramo della famiglia Del Vecchio, storicamente legata al clan Zagaria. Per capirci ci sono accertamenti per capire se soggetti, associazioni che farebbero parte dello schieramento antimafia in un territorio difficile per anni succube dello strapotere mafiosa casalese, sono legati alla mafia. L’inchiesta della Dda di Napoli e della Squadra Mobile di Caserta in cui è indagato per corruzione e turbativa d’asta con l’aggravante mafiosa il sindaco di Sparanise (Caserta) Salvatore Martiello direbbe questo. Ma sono accuse, non sentenze. E le accuse l’Antimafia vuole dimostrarle con prove. L’inchiesta conta una ventina di indagati in totale. Tra gli indagati ci sono anche la sorella dell’esponente di primo piano della camorra casalese Carlo Del Vecchio, imprenditori e dipendenti comunali, Una inchiesta che confermerebbe la consolidata e immutata capacità dei clan della camorra casalese di infiltrarsi nella pubblica amministrazione, inquinare le istituzioni e le associazioni.

Tra gli indagati eccellenti dell’inchiesta risulterebbero esserci l’ex senatore del Pdl Vincenzo Nespoli, oggi vicino alla Lega ( già condannato per bancarotta e riciclaggio, un anno fa, nell’ambito di altre indagini radicate a Napoli) nella qualità di ex sindaco di Afragola; l’attuale sindaco di Sparanise, Salvatore Martiello, che come abbiamo scritto ha reso noto l’inchiesta e che si è subito autosospeso; Giovanna Maria Sparago, ex assessore comunale di Caserta con delega alle “Politiche di inclusione sociale e Cittadinanza attiva”. Importo complessivo dei servizi sotto esame ammonterebbe a circa 5 milioni di euro. Ma questa seconda tranche dell’inchiesta dei pm Antonello Ardituro, Simona Belluccio e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Rosa Volpe, è ancora alle prime battute e potrebbe avere sviluppi importanti anche sulla base delle perquisizioni e acquisizioni di documenti e supporti informativi a casa degli attuali indagati. Un ruolo importante in questa inchiesta e nelle società e prestanome che figurano in questa fase c’è  Esia Del Vecchio, la 49enne sorella dell’affiliato dei Casalesi, Carlino, e il consorsio Agave . Il suo nome, su cui era stata costruita la società- madre Edv Service, sede a Casagiove, apre l’elenco degli indagati; con lei, figurano Orlando Diana e Maurizio Zippo ( quest’ ultimo spostato con un’altra sorella Del Vecchio). Diana, che ha avuto rapporto con il superboss Michele Zagaria, con gli esponenti criminali Michele Barone o Nicola Schiavone, insieme a Zippo, per la Procura, costituivano la coppia “degli imprenditori del clan dei casalesi che si adoperavano per utilizzarne il potere di infiltrazione presso vari enti territoriali e amministrazioni pubbliche : al fine di ottenere l’affi-damento dei servizi nel settore sanitario e socio assistenziale”. Il collegamento “dell’associazione per delinquere con il clan dei casalesi” era assicurato “grazie ai rapporti coltivati nel tempo con Pasquale Capriglione e Luigi Lagravanese”, anch’essi indagati, “legati alla fazione degli Schiavone”. Tra i responsabili delle coop finiscono indagati anche Sofia Flauto, Massimiliano Grassi, Gennaro Bortone. Mentre il sospetto che abbiano posto “a disposizione il loro ruolo e la loro funzione di pubblici funzionari negli enti pubblici” , coinvolge, oltre a Nespoli, Martiello, Sparago, anche tecnici e funzionari di vari comuni: Luca Carofano, Antonio Cleopatra, Rodolfo De Rosa, Carlo D’Angelo, Alessandra Iroso, Marcella Lancia, Marfisa Varone. Siamo in una fase ancora embrionale dell’inchiesta. Le accuse sono pesanti e tutti gli indagati hanno pieno diritto non solo di sentirsi innocenti (e lo sono fino a conclusione di un eventuale processo) ma anche a difendersi con ogni mezzo legale.

Sulla vicenda in  questione sono intervenuti con un comunicato anche  il Comitato don Diana e il Coordinamento provinciale Libera Caserta, che da anni denunciano episodi di malagestionne di risorse ai danni delle persone più fragili e infiltrazioni della camorra nel terzo settore. “L’indagine – di legge in una nota congiunta delle due associazioni antimafia – restituisce uno spaccato agghiacciante. Secondo i primi esiti investigativi, contando sulla collusione di dirigenti e amministratori, la camorra sarebbe riuscita a mettere le mani sulle risorse destinate alle persone fragili, a quei cittadini bisognosi di assistenza che per anni si sono visti negare il sostegno di servizi, finiti per esistere solo sulla carta e con l’unico obiettivo dell’illecito profitto. Da anni, con la nostra rete di cooperative e associazioni impegnate nella costruzione di un vero welfare sociale, denunciamo lo scempio di appalti e affidamenti destinati sempre agli stessi soggetti, criminali e truffaldini che hanno scelto di giocare con il dolore e la vita delle famiglie e che nulla c’entrano con il Terzo settore: perche’ quello vero e’ fatto di realta’ che lavorano eticamente e che considerano gli utenti dei servizi non numeri, ma persone. Siamo pronti a batterci in ogni modo per la difesa dei diritti delle persone che hanno pagato e pagano il prezzo piu’ alto di un sistema perverso, anche valutando, se necessario, una costituzione di parte civile in un eventuale processo che possa scaturire dalla conferma delle accuse”.

Fonte:https://www.juorno.it/le-mani-dei-casalesi-sulle-cooperative-dellantimafia-linchiesta-choc-della-procura-di-napoli-tutti-i-nomi-degli-indagati/

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