Le mafie sono ormai padrone del Basso come dell’Alto Lazio, grazie anche all’inerzia dei cittadini onesti e delle forze politiche di centrosinistra

Quello che sorprende ed inquieta quanti, come noi, sono seriamente preoccupati per la totale occupazione mafiosa del territorio di Formia e del Basso Lazio è la disattenzione da parte della magistratura inquirente di questo distretto e, soprattutto, della classe dirigente politica, fatta qualche rarissima eccezione.

Carte alla mano, abbiamo chiesto, anni fa, più volte a vari parlamentari un intervento finalizzato ad attirare l’attenzione delle istanze centrali su un comportamento che, nelle vicende che hanno interessato Fondi, è stato duramente censurato anche dai magistrati della DDA De Martino e Curcio quando hanno lamentato la rubricazione di reati di natura associativa come fatti di criminalità comune.

Come nel caso della “Formia Connection”, la cui parte relativa al “ voto di scambio “ è stata, a quanto pare, archiviata.

Orbene, nessuno – ripetiamo, nessuno – dei parlamentari del centrosinistra cui ci siamo rivolti ha ritenuto di intervenire aderendo alle nostre ripetute richieste.

Risparmiamo di fare nomi e cognomi perché non vogliamo apparire impietosi nei confronti di quanti, anche se indirettamente, per noi sono i responsabili della situazione in cui si trova questo disgraziato territorio ormai dominato dalle mafie.

E’ ovvio che, mancando gli input, le forze dell’ordine locali, lasciate sole da partiti, associazioni e cittadini, non hanno fatto quanto era necessario per bloccare un’occupazione che oggi è diventata quasi totale.

Dobbiamo alla sensibilità personale di uomini come Bruno Fiore di Fondi e Roberto Rotasso di Minturno –coordinatori il primo del PD (sostituito inopitamente nella carica, pur avendo subito attentati mafiosi! ) di Fondi ed il secondo, sempre del PD, di Minturno – se la questione “ mafia “ è all’ordine del giorno ed oggi è sotto i riflettori.

Ma c’è il pericolo che, passata la campagna elettorale, tali riflettori si spengano, come sta succedendo a Fondi, e noi restiamo nuovamente soli a gridare.

Se qualcuno di questi signori che da Latina o da Roma vanno in questi giorni a Formia, Gaeta, Minturno, Itri, Sperlonga e così via a parlare di legalità si andasse a leggere le carte della “ Formia Connection” e soffermasse la sua attenzione su quanto ha scritto il Commissariato della Polizia di Stato di Formia sui rapporti fra soggetti criminali e dei mondi della politica e della comunicazione, si metterebbe sicuramente vergogna per non essere intervenuto finora.

Se quelle carte fossero state prese in considerazione da chi doveva assumere delle decisioni, non saremmo arrivati al punto in cui siamo arrivati.

Il problema è nel manico, come suol dirsi.

Stiamo attenti, ora, a chi nominare Procuratore Capo a Latina!!! Ed anche a Frosinone!

Le due province frontiera con la Campania.

Non pretendiamo un De Ficchy, un Piro, un Amendola, come a Tivoli, Velletri, Civitavecchia, ma almeno due procuratori che si intendano di mafia e che non dicano che qua è… tutto a posto.

Perché qua NON è niente tutto a posto!

Anzi!

Attenti… alla politica ed alle istituzioni perché è là che si annida la peggiore mafia!

Ci sono decine e decine di… ” famiglie”, vincenti e perdenti, di camorra, ’ndrangheta, cosa nostra, ex banda della magliana, lupi grigi e mafie straniere.

Ci sono tutti, alcuni intrecciati fra di loro, disseminati fra Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Fondi, Monte San Biagio, Itri, Sperlonga, Gaeta, Formia, Minturno-Scauri, Spigno, Castelforte, San Cosma e Damiano.

E nel frusinate.

Distrutta l’imprenditoria locale, si sono impadroniti di tutto il tessuto economico del basso Lazio e spesso fanno sentire il loro peso anche sul piano politico ed istituzionale.

Chi è padrone dell’economia finisce per esserlo anche della politica e delle istituzioni…

Chi ci conosce sa benissimo che noi non parliamo mai a vanvera…

Allora, parliamoci chiaramente.

Al di là dell’onestà intellettuale e morale dei carissimi Bruno Fiore, Roberto Rotasso e quant’altri, se veramente gli apparati pontini e romani dell’IDV e del PD – i due partiti di opposizione rappresentati in Parlamento –vogliono da oggi in poi cominciare a fare qualcosa di serio per almeno tentare di salvaguardare questo disgraziato territorio dall’assalto finale delle mafie (che giorno dopo giorno continuano ad acquisire tutto quel poco che è rimasto da acquisire: appartamenti, ville, negozi, bar, ristoranti, alberghi ecc. ecc. ), comincino, ntanto, a vigilare perché a Latina e Frosinone vengano nominati due Procuratori Capo che si intendano di mafie, per, poi, uscire dalle genericità e, dopo una sorta di palingenesi interna, passare alla DENUNCIA.

Fatti, nomi e cognomi, non chiacchiere… e tabacchiere (tradotto in italiano).

Di parolai non c’è bisogno.

Archivi