Le mafie, oggi. Come combatterle?

Che la “Caponnetto” sia un’associazione particolarmente appetibile è un dato di fatto.
Molti l’adulano, la cercano, la lodano, la “condividono”, ci scrivono facendoci i complimenti.
Altri, tanti altri, la odiano.
Ma a noi questi ultimi non ci interessano, nè ci spaventano.
Il suo nome, ma anche il prestigio che essa ha saputo conquistarsi in quindici anni di attività, di lotte dure, di energie spese a non fare bla bla, ma, al contrario, ad indagare e denunciare, facendo nomi e cognomi; la sua assoluta indipendenza da potentati politici ed economici; la specificità della sua azione basata tutta ed esclusivamente sull’INDAGINE e la DENUNCIA; l’hanno collocata su un piano che la distingue da tante altre.
Per alcuni essa è apprezzabile, per altri pericolosa.
Certo è che, quando essa assume un’iniziativa allo scoperto, suscita emozioni, interesse, apprezzamenti da una parte, ma anche paura e rancore dall’altra.
Anche perché le sue iniziative pubbliche sono sempre rapportabili e si raccordano con le stesse metodologie e gli stessi obiettivi di quelli
perseguiti in quelli quotidiani non pubblici: niente politica, niente bla bla, ma solo DISCORSI, fatti da persone in prima linea -magistrati, forze dell’ordine, giornalisti d’inchiesta – su FATTI, SITUAZIONI concreti, che riguardano il territorio.
Un’antimafia sui generis in certo senso, potrebbe dirsi, che colpisce, fa bene alla collettività, alle persone oneste e male alle disoneste.
A molti politici ed uomini e donne delle istituzioni in primis.
Il problema è che, oltre alle lodi ed ai “condivido”, le persone oneste non vanno.
Sono poche quelle che decidono di scendere in trincea a combattere con noi, a DENUNCIARE, DENUNCIARE, DENUNCIARE.
Qualcuno obietta che non è con la sola denuncia che si possono sconfiggere le mafie, che oggi sono soprattutto quelle POLITICHE ed ISTITUZIONALI.
In linea di principio siamo d’accordo, ma, stando come stanno le cose, con le mafie che ormai stanno nel Palazzo e la lotta che e’ ormai corpo a corpo, quale altra soluzione c’è?

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