Le mafie non dormono mai: dall’inizio dell’anno già 272 le persone accusate in Italia

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Le mafie non dormono mai: dall’inizio dell’anno già 272 le persone accusate in Italia

Questa settimana sono 45, tra arrestati e indagati, per reati legati alle organizzazioni criminali. Oggi l’ultimo episodio a Reggio Calabria

di Antonio Massari | 28 GENNAIO 2021

Oggi i carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato, su richiesta della direzione distrettuale antimafia, 10 persone ritenute affiliate alla ‘ndrangheta. E con questi arresti siamo a 45 indagati (o arrestati) per mafia nella settimana tra il 22 il 28 gennaio. Il conteggio totale, all’inizio dell’anno, sale quindi a 272 persone accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso. Una media di quasi 10 arresti (9,7) al giorno. La settimana in corso è stata caratterizzata dalla scoperta del tentativo di creare tre nuovi clan dalla Sicilia, alla Campania al Lazio.

22 gennaio, operazione del Ros dei carabinieri in provincia di Caserta su richiesta della dda di Napoli: 12 arresti, 7 dei quali per associazione di stampo mafioso, con annessi reati di riciclaggio finalizzati ad agevolare il gruppo Zagaria del clan dei casalesi. S’è scoperto che la famiglia di Filippo Capaldo, nipote di Michele Zagaria, secondo l’accusa partecipava a una società operante nel commercio all’ingrosso di prodotti alimentai che conta ben 21 punti vendita nella provincia di Caserta. I carabinieri hanno scoperto altri investimenti a Tenerife. Nello stesso giorno i carabinieri hanno arrestato Giacomo Migliaccio, detto “Giacumino a femminellaper l’omicidio di Pasquale Malavita, ucciso a Villaricca (Napoli) nell’ottobre 20101.

23 gennaio, dopo 11 anni di indagini la dda di Napoli ha disposto 4 arresti per l’omicidio, avvenuto nell’aprile 2020, del 31enne Crescenzo Laiso. Fu ammazzato, secondo l’accusa, perché aveva tenuto per sé una parte del denaro proveniente dalle estorsioni e non lo aveva quindi versato nelle casse del clan dei casalesi.

26 gennaio, sempre il comando provinciale dei carabinieri di Napoli, e sempre su disposizione della dda partenopea, ha scoperto che a Castellamare di Stabia era nata un’associazione armata che si prefiggeva di creare un nuovo polo camorristico autonomo. E non si tratta dell’unico caso.

Sempre il 26 gennaio, questa volta a Palermo, sono 16 gli arresti eseguiti dai carabinieri e disposti dalla dda. L’inchiesta condotta dal procuratore Salvatore De Luca e dai suoi sostituti ha scoperto anche in questo caso un gruppo puntava a creare un nuovo clan nel rione Zen del capoluogo siciliano.

Spostiamoci nel Lazio, e per la precisione nel sud pontino, dove, ancora una volta il 26 gennaio, i carabinieri su disposizione della dda ha eseguito 19 arresti, tra i quali 6 con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso. Per l’accusa avevano costituito un gruppo autoctono strutturato su base familiare – scindendosi dal clan “Mendico – Riccardi” – strutturato su base familiare che aveva già ingenerato un clima di assoggettamento e omertà tra la popolazione.

Il 27 gennaio è stato arrestato a Caserta il latitante legato al clan dei casalesi Francesco Cirillo. È accusato di aver fatto parte del commando che il 16 maggio 2008 ha ucciso l’imprenditore antiracket di Castelvorturno Domenico Noviello.

Tra il 27 e il 28 gennaio sono stati infine confiscati beni per 136 milioni. Per la precisione parliamo di immobili per 12 milioni confiscati a un imprenditore edile di 76 anni residente a Caltanissetta, considerato un “interlocutore privilegiato” di personaggi di spicco di “Cosa Nostra” nei territori di Caltanissetta, Palermo e Trapani. Confiscati beni per altri 124 milioni nella provincia di Reggio Calabria – 4 società di capitali, un’impresa individuale, 67 fabbricati, 91 terreni, 7 autoveicoli, 20 rapporti bancari e assicurativi, denaro e orologi di pregio – a 4 imprenditori legati al clan Piromalli.

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