Le mafie nel viterbese ci sono e come! La smettano di negarlo e, piuttosto, si impegnino a combatterle

“Nuovo Viterbo Oggi” e “L’Opinione di Viterbo e Lazio Nord” lodevolmente ripropongono, a firma di Daniele Cavilli, il tema della presenza e delle attività mafiose a Viterbo e nella provincia.

Diciamo “lodevolmente” perché in quella provincia parlare di questo argomento sembra diventato un tabù.

Quando le stesse testate hanno pubblicato la notizia dell’interessamento a fatti del viterbese da parte della DIA di Palermo e di un’azione di monitoraggio fatta dall’Associazione Caponnetto, qualcuno, riferendosi ovviamente a noi, ha detto “ma questi che c… vogliono”.

Stupefatto, questo qualcuno, contrariato forse, come contrariati si sono dimostrati tutti coloro che hanno attaccato duramente il nostro scomparso V. Segretario regionale Luigi Daga, arrivando addirittura a denunciarlo per “procurato allarme”…

Questi comportamenti denotano una malcelata volontà di nascondere una realtà che sta diventando sempre più drammatica.

E, ciò, è ancora più grave se si considera che gli autori di tali comportamenti sono vanno collocati fra esponenti politici ed istituzionali di un certo livello.

Noi ci auguriamo che il nuovo Prefetto di Viterbo assuma su questo terreno un atteggiamento un tantino diverso da quello del suo predecessore, che, interrogato da un cronista in merito all’esistenza delle mafie nel viterbese, ha risposto con un silenzio tombale, quasi a dire “no”.

Ed, invece, SI’, SI’ e ancora SI’.

Non ci si costringa a continuare una polemica forte con taluni vertici istituzionali, perché noi, che abbiamo senso dello Stato, preferiamo sempre evitarla per non danneggiare sempre di più l’immagine di questo di fronte ad una comunità nazionale che non a torto ritiene già alcune sue articolazioni poco credibili.

Si abbia, quindi, l’onestà intellettuale di non disconoscere una realtà che da anni denunciano anche organi importanti competenti dello stesso Stato come la DNA, la DIA e quant’altri.

Riteniamo veramente penoso perdere tempo prezioso nel polemizzare con quanti, esponenti politici o istituzionali che siano, anziché impegnarsi nell’azione di contrasto delle mafie dilaganti, negano l’evidenza.

La politica dello struzzo!

Le mafie non conoscono confini e non hanno paletti.

Esse investono dovunque c’è da fare soldi, affari.

E, dove ci sono i soldi, ci sono le mafie.

Lo diceva sempre Giovanni Falcone: ”seguite il filone dei soldi e troverete la mafia”.

Parole, queste, dure come pietre, ma che rispecchiano una realtà della quale noi siamo bene a conoscenza.

Da tempo.

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