Le mafie alzano la testa e sfidano la Latina democratica. Occorre una nuova “Resistenza”

Spari a Ss. Cosma e Damiano, a Latina, a Monte San Biagio.

Roghi a Formia, Monte San Biagio, Fondi, Sabaudia, Gaeta, Terracina..

La provincia di Latina è sotto attacco della criminalità, comune ed organizzata.

Di episodi del genere ne potremmo fare una sfilza.

Che succede?

Racket, intimidazioni, scontri fra clan, attestazioni di dominio?

E’ compito degli investigatori scoprirlo.

Un dato è certo: il tutto avviene su un territorio sul quale è forte la presenza della criminalità organizzata e, di norma, dove c’è mafia… non c’è foglia che si muove che mafia non voglia.

Ritorniamo, così, sempre a capo.

La mafia, le mafie.

Abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni del Questore D’Angelo e più volte gli abbiamo espresso la nostra gratitudine. Gliela confermiamo. A lui ed ai suoi collaboratori.

Ma il Dr. D’Angelo ci consenta di esprimergli anche le nostre preoccupazioni.

Con l’andata via del Prefetto Frattasi avvertiamo un calo di tensione nella lotta alle mafie.

Non vorremmo che tutti questi attentati fossero un “segnale” delle mafie che festeggiano la partenza del Dr. Frattasi da Latina e, al contempo, ”avvertono” della loro presenza e del loro dominio sul territorio.

Un segnale per dire “noi ci siamo ed abbiamo vinto”.

Hanno vinto a Fondi ed “ora, dicono, dovete fare i conti con noi”.

Troppa albagia!

In tutti i campi!

Non sappiamo come lo Stato, quello democratico, vorrà reagire, dopo aver “letto” bene questi messaggi.

La Latina democratica dovrà fare una “lettura” attenta ed adottare delle strategie di “resistenza”.

Che sia, però, una “resistenza” seria. Se ne ha voglia.

Se non sarà così, andrà avanti irremidiabilmente quel processo di “meridionalizzazione” del territorio pontino di cui noi – e non solo- parliamo da anni.

Ne parlano anche le mafie, come ha avuto modo di sottolineare anche il PM della DDA di Napoli Antonello Ardituro quando ha dichiarato, durante una conferenza stampa tenuta poco più di un anno fa nei locali della Questura di Frosinone, che la camorra ritiene il basso Lazio… parte integrante della provincia di Caserta.

E che sia proprio così è provato da tantissime constatazioni che qui è pleonastico mettere in evidenza.

Non vorremmo che, proprio in virtù di ciò, alcuni politici abbiano deciso di approdare ad una conclusione inquietante: quella di… convivere con le mafie, come qualcuno, a livello alto, ha avuto modo di suggerire.

Convivere significa anche fare affari con le mafie.

I segnali ci sono tutti.

Ecco perché noi insistiamo da sempre sulla necessità di prosciugare lo stagno alle mafie.

Se non si colpiscono i politici collusi, se si continuano ad arrestare solo i manovali, lasciando indenne quell’area grigia fatta di “ colletti bianchi”, se non si darà seguito alla “Formia Connection”, alle “Damasco” e alle altre tante “Damasco” che si suppone che esistano in giro per la provincia di Latina, sarà una “ finta antimafia”, come abbiamo avuto modo di scrivere in altro pezzo.

Molto dipenderà dalle capacità dei nuovi Procuratori Capo che il CSM dovrà nominare sia a Latina che a Frosinone (la “resistenza” dovrà essere comune a tutto il basso Lazio e, perciò, noi ci permettiamo di chiedere ai membri del CSM di non limitarsi a guardare, in sede di nomina, solamente i “titoli” ordinari, ma di tener conto, soprattutto, dell’esperienza in materia di lotta alle mafie).

Molto dipenderà anche dalle dotazioni di mezzi, risorse e personale che saranno messe a disposizione di tali Procuratori Capo perché non vorremmo che succedesse quello che è già successo a Civitavecchia, Tivoli, Velletri ecc. , dove sono stati mandati Procuratori Capo eccellenti, del livello di Amendola, De Fichy, Piro, che però, proprio perché non dotati di quanto è necessario per operare al massimo delle loro non comuni capacità, non possono fare quanto vorrebbero.

Ma di più dipenderà dal risveglio delle coscienze della gente onesta di questo territorio –e da chi la rappresenta in Parlamento e nei Consigli comunali e regionale-, che non può e non deve continuare a stare alla finestra.

I vari Amici, Pedica, Moscardelli e quant’altri si diano “una mossa”, perché, al di là delle chiacchiere, questa è la prima EMERGENZA di questo territorio.

Se, infatti, le mafie assumeranno (e ci manca poco… ) il totale controllo di questo, i primi a pagare saranno loro, insieme a noi tutti.

E qualcuno sta già pagando!

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