Le forze nell’ordine nel sud pontino, Avanti con i cambiamenti imposti da una realtà criminale da capogiro!!!

Le forze dell’ordine a Gaeta, Formia e nel sud pontino.
Ieri, leggendo sulle agenzie della rissa avvenuta nella notte nei pressi del Comune di Gaeta, non so perché la memoria visiva mi ha riportato alla figura del vecchio maresciallo dei carabinieri Durante- l’ex comandante della Stazione dell’Arma nel dopoguerra di stanza in via Atratina a Gaeta- quando io, ragazzo, frequentavo la scuola media ed ogni mattina, prestissimo, dovevo percorrere a piedi il lungo tratto che va dalle abitazioni militari di via Cosenz fino sù a S. Antonio.
Uscivo di casa alle 7 per arrivare più o meno alle 8 a scuola.
Era raro, all’epoca, che non vedessi lungo il percorso il maresciallo Durante, insieme ad un appuntato o un brigadiere, i quali, con il vecchio modello 91 a tracolla ed in bicicletta,
già erano per istrada a controllare l’andamento delle cose.
Come era raro, negli anni successivi a quel periodo, non trovare di sera, quando ti attardavi oltre le 20 per qualche riunione o visita ad un amico od ad un parente, lo stesso maresciallo, sempre con la bicicletta ed il 91 a tracolla, durante il percorso.
E quante volte egli ti fermava per chiederti dove andavi e per che cosa!
Altri tempi, altre idee, altri costumi, altri valori ed altri comportamenti!!!
Non è rimasto niente di tutto ciò.
Oggi vedi le pattuglie sfrecciare in macchina, ne vedi sempre di meno e, quando succede un avvenimento, una rissa, un incendio, un accoltellamento, un’aggressione, un omicidio, devi aspettare 10-15 minuti, sempre che vada bene, per averle sul posto.
Prima i carabinieri sapevano tutto di tutti perché giravano a piedi, parlavano con tutti, erano informati su ogni cosa e su ogni persona.
Oggi non è più così, purtroppo.
E te ne accorgi -chi fa il lavoro che facciamo noi se ne accorge subito – quando, parlando con qualcuno di essi, ti accorgi che spesso sono spesso disinformati.
D’altra parte questo è riscontrabile dal numero delle informative che quotidianamente debbono partire per la Procura.
Non parliamo della Polizia di Stato.
Stiamo parlando di Gaeta, ma non è che altrove la situazione sia di gran lunga migliore.
Altro che “repressione”, “prevenzione” e… “controllo del territorio”!!!
Prima c’era meno gente, d’accordo, non c’erano stranieri, le forze dell’ordine non avevano le incombenze che hanno oggi, si rubava di meno perché c’era meno ricchezza, la classe politica era più avveduta, meno corrotta e più acculturata di quanto lo è oggi, c’erano meno “camurria” e meno mafie e mai un Mandolesi, un Denaro, un Di Fonzo, un Antetomaso, un Leboffe, un
Cesarale, un Dell’Anno, per parlare solo di alcuni, avrebbero rubato o, come si dice in gergo, “impicciato”.
Anzi!
Le imprese erano tutte locali e non se ne vedeva una sola proveniente da Casal di Principe, da Aversa, da Acerra e chi ne ha più ne metta.
Ed esse erano tutte controllate, dai carabinieri, dai miei colleghi addetti alla vigilanza dell’INAIL, dell’INPS, dell’Ispettorato del Lavoro.
Ed erano subito contravvenzionate se non apponevano all’ingresso del cantiere la tabella con nome e cognome del titolare, del progettista, del direttore dei lavori.
Facevi subito a sapere “chi ” erano, di che “pasta” erano, se erano imprese della camorra o meno.
Oggi c’è l’invasione di imprese del casertano e del napoletano; molte lavorano in nero, con albanesi, rumeni, moldavi, e nessuno le controlla, nessuno va a verificare, con le visure camerali, se “puzzano” di camorra o meno.
Tutto al prezzo, peraltro, della “qualità” dei lavori effettuati.
Alle ditte edili si sommano altre, tante altre, attività commerciali ed economiche.
Appalti e subappalti.
Un fiume di soldi che non si sa da “dove” vengono e “dove” finiscono.
Un territorio, quello gaetano e del sud pontino, impoverito, saccheggiato, devastato, senza che nessuno verifichi, controlli, persegua, preveda e prevenga.
E che senso di angoscia ed anche di rabbia ti prende, dopo che hai speso una vita a combattere perché la democrazia, la Giustizia, il viver civile avessero il sopravvento, quando vedi che debbono sempre intervenire i Corpi speciali centrali o di altre regioni e province-la DIA, il GICO, lo SCICO- o altri Comandi provinciali per le operazioni che riguardano il territorio del sud pontino ormai in balia di balordi, delinquenti e mafiosi di ogni specie e di ogni etnia.
E la rabbia aumenta nel constatare che non c’è una voce che provenga dai partiti politici, dagli amministratori pubblici, dalle altre associazioni, che faccia sentire lo sdegno e la protesta per tutta questa situazione che sta mettendo in forse l’avvenire dei nostri giovani destinati, perciò, a vivere in una società incivile e criminale.
Siamo indignati, fortemente indignati, e schifati per il pressapochismo, l’indifferenza, la superficialità, l’ignoranza, l’inciviltà, a volte l’interesse personale di qualcuno, che ci sommergono.
E per la cecità di una classe politica e civile che mostra di non essere in grado della gravità della situazione, morale e materiale, in cui ci troviamo e della profondità del baratro nel quale stiamo sempre più sprofondando.
Abbiamo più volte – noi dell’Associazione Caponnetto- parlato della necessità di un’ecologia della politica e dello stato, più che di un’ecologia dell’ambiente e della natura, comunque entrambe inscindibili.
Abbiamo più volte parlato della necessità di rivedere tutto l’assetto, l’impianto dello stato sul territorio.
Che stanno a fare i due Commissariati di Gaeta e di Formia?
A 6 chilometri, uno dall’altro, con doppie macchine di servizio, doppi centralini, doppi piantoni, doppi servizi, con uno spreco di uomini e mezzi e con “risultati” (parliamo di inchieste sulle mafie perché questo è un territorio di mafia, anche se non si vuole ammetterlo) nulli o quasi?
Il Commissariato a Gaeta non ha senso, come il Tribunale privo di una Procura.
Tutti a Formia, con un supercommissariato, come a Scampia, e con alla testa una persona esperta in materia di lotta alle mafie, come a Cassino, un 1° Dirigente.
Per i Carabinieri non diciamo alcunché perché il corpo è prossimo allo smantellamento e bisogna vedere che fine farà il personale.
Ma, nell’attesa, non sarebbe male se anche essi si attrezzassero al meglio, come, appunto, ai tempi del Maresciallo Durante al quale non sfuggiva niente in quanto stava su strada notte e giorno ed interveniva prima che i fatti si verificassero!!!
Siamo folli nello sperare tutto ciò???

Archivi