Le forze dell’ordine comincino a fare indagini sui capitali investiti a Gaeta. Interveniamo prima che la città passi nelle mani della camorra.

Non dimentichiamo mai che Gaeta, città nel Basso Lazio, a pochi chilometri da Formia, Fondi, Sperlonga, Itri –il quadrilatero di fuoco delle mafie – ed al confine quasi con la Campania, vanta il triste primato di essere il centro che ha avuto il più alto indice in provincia di Latina di beni confiscati alla camorra e che sul suo territorio, peraltro, si è consumato uno dei primi omicidi ad opera di organizzazioni mafiose.

I beni confiscati finora sono stati ben 21 e tutti nei confronti di organizzazioni del napoletano.

Questo prima che a queste subentrassero organizzazioni del casertano, i casalesi tanto per intenderci.

Un territorio, quindi, fortemente infiltrato.

I settori sui quali le organizzazioni camorristiche hanno investito sono quelli del commercio ed immobiliare.

Ma non solo.

Abbiamo più volte sottolineato la necessità e l’urgenza di avviare un’approfondita azione di monitoraggio nel campo delle compravendite, dei passaggi di proprietà, delle concessioni edilizie, sui condoni, come pure abbiamo richiesto di tenere d’occhio tutti i movimenti che si starebbero verificando nell’area “Montetortona –Erta”, l’unica rimasta oggi non ancora attaccata dal cemento.

Ciò soprattutto perché, da voci raccolte in città, soggetti “napoletani” avrebbero incaricato un’agenzia immobiliare locale di acquistare tutto quello che non è stato ancora acquistato.

Tutto.

In vista, ove ciò fosse vero, di probabili cambiamenti urbanistici che renderebbero quelle aree edificabili e, quindi, appetibili.

Senza scartare ovviamente quello che potrebbe verificarsi anche nei 4 porti da realizzare –uno commerciale e tre turistici privati- nei cui lavori di realizzazione la camorra tenterebbe sicuramente di inserirsi.

Non ci risulta che gli organi investigativi del territorio abbiano svolto quell’azione di monitoraggio da noi suggerita.

Oggi abbiamo avuto notizia di un intervento dei Vigili Urbani nella zona di Montetortona e di un sequestro di un’opera abusiva.

Non abbiamo, al momento, altri elementi per capire di cosa si tratti e di chi siano gli autori di quell’abuso.

Aspettiamo di conoscerli.

Non possiamo quindi accusare chicchessia.

Ma, tenendo conto delle regole dei clan secondo i quali sui territori da loro controllati “non c’è foglia che si muova che la mafia non voglia”, è bene tenere gli occhi ben aperti e “capire”.

Cogliamo l’occasione, per rinnovare, quindi, l’invito a Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza di Gaeta e di Latina, ad avviare quell’azione di monitoraggio necessaria per individuare “chi” sono gli autori di tanti investimenti di capitali nella città del Golfo.

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