Le elezioni a Gaeta,nel basso Lazio, e l’avvento delle liste civiche dentro qualcuna di essere potrebbero inserirsi elementi poco raccomandabili.

 

NON E’ FACILE – ED E’ PERCIO’ STRESSANTE PERCHE’ LE NOTIZIE DEVI ANDARE A RACCOGLIERTELE DA TE UNA PER UNA – OPERARE SU UN TERRITORIO OMERTOSO QUALE E’ QUELLO DI GAETA E,PIU’ IN GENERALE,DELLA PROVINCIA DI LATINA E DEL BASSO LAZIO,DOVE PARLARE DI MAFIE E’ UN TABU’ ED A FARLO SONO SOLO I RAGAZZI DEL M5S E DI RIFONDAZIONE COMUNISTA.

Una campagna elettorale ,a Gaeta,sbiadita e nella quale si parla di cose effimere evitando di affrontare ,nemmeno alla lontana,il problema dei problemi: quello della proprietà del territorio che é in gran parte, ormai, di soggetti non più locali ,ma,al contrario, di gente venuta da altre regioni del sud,Campania e Calabria in particolare.

Con questo problema é strettamente connesso un altro – non di certo secondario- che riguarda la sicurezza dei cittadini e la presenza di probabili soggetti criminali appartenenti a clan e ndrine interessati ad accaparrarsi quel pò di economia che ancora é rimasta nelle mani dei locali.

Nessuno si é preoccupato finora di indagare sulla mappa delle proprietà,sulle residenze e sull’origine della montagna dei capitali investiti in tutti i settori dell’economia,oltre che sulle probabili connivenze e complicità con gli attori di questi grossi investimenti.

Il problema dei problemi: quello della bonifica di un territorio gravemente compromesso e dove lo Stato sembra aver alzato bandiera bianca.

Non se ne parla e non se ne vuole parlare ,in una babele di liste e listarelle civiche nelle quali,scomparsi i colori,non si sa chi c’è e chi eventualmente potrebbe esserci dietro.qualcuna di esse.

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