Le dichiarazioni di Carmine Schiavone riportate nell’articolo del 5 ottobre del 2015 da H24 Notizie dal titolo “C’era una volta al Comando dei Carabinieri di Latina………………….”. Andatevele a rileggere ed avrete il quadro della drammaticità di una situazione che in provincia di Latina non si è mai voluta affrontare come meritava e che si é andata,perciò, sempre più aggravando.La sensazione é che ci sia stato e ci sia qualcuno che abbia brigato e brighi per mantenere tutto così com’era ed é.Non abbiamo ancora le prove ,ma,messe in relazione tutte le cose,tutti i comportamenti,tutti i fatti,prima o poi arriveremo a capire se operi o meno una sorta di “cupola”nella quale potrebbe esserci di tutto,dalla politica,ad uomini delle istituzioni,massoni ,mafiosi e quanti altri…………… Non bisogna mai dimenticare il fatto che la provincia di Latina confina con quella di Roma ed é,quindi,la porta di accesso alla Capitale ‘d’Italia…………..

E’ IL 13 MARZO 1996 – Carmine Schiavone è negli uffici del Comando di Latina per sottoporsi a quelle che, alla fine, sarà una giornata intera di deposizione.

Carmine Schiavone

E il cassiere del clan dei casalesi è un fiume in piena, che pur tra qualche errore di memoria (si è attribuito tra i 50 e i 70 omicidi in prima persona e oltre 500 come mandante), non tralascia dettagli: “Per la mia attività ero a conoscenza di tutti gli interessi del gruppo camorristico e prendevo parte attiva alle decisioni operative, registravo gli introiti del sodalizio verificando ogni mese la natura la portata degli interessi stessi”.

L’interrogatorio è posto in relazione a un’indagine su diversi fenomeni criminosi riguardanti la provincia di Latina e il collaboratore racconta che “il clan dei casalesi da moltissimi anni ha avviato, nella provincia di Latina, un’opera di infiltrazione e di investimento degli illeciti introiti comunque ricavati. Non era solo il mio gruppo ad avere interessi in terra pontina perché, parlando con i capi zona nostri, avevo notizia della presenza di esponenti di tutte le mafie nazionali che fungevano da referenti locali dei gruppi dai quali provenivano”.

 

13 MARZO 1996.Esattamente  20 anni fa!!!!!

Sono  20 anni  che Carmine Schiavone ha detto nel Comando  di Latina quello che tutti ormai  sanno  e non si capisce  il “perchè” non si sia voluto  adottare   una strategia efficace  per contrastare  il fenomeno del radicamento mafioso in provincia di Latina.Tutte inchieste,a spizzichi e bocconi,dalla “Formia Connection” alle “Damasco”,peraltro  andate a finire come sappiamo,senza una visione unitaria,un quadro d’insieme  e che hanno portato  a niente o quasi.Colpa dei magistrati? No,signori,perché  se ai magistrati non  vengono portate le carte e le prove ,essi non sono nelle condizioni di  poter decidere!!!!!!!!! Ci sono stati “fatti”  che sono rimasti  nell’ombra  e dei quali non si parla .Quella morte misteriosa del Comandante  della Compagnia della Guardia di Finanza  di Fondi,il Capitano Fedele Conti! Qualcuno ha detto che era “un pazzo”,un “depresso”.Non é affatto così  e noi che abbiamo avuto modo di conoscere curriculum,familiari,amici stretti ed ambiente nel quale é nato e cresciuto,possiamo dirlo  a voce alta,più e meglio di qualunque altro.Noi,prima di parlare,siamo soliti andare al fondo delle cose,per tentare di capire cosa c’é “dietro”.La nostra autonomia da tutto e da tutti –ripetiamo per chi non l’avesse ancora capito ,TUTTI  –   ci mette in condizione di operare a 360 gradi:Ma,poi,ci sono altri fatti,ben saldi nella nostra memoria – dalla “decapitazione”  di V.Prefetti vicario come la Dottoressa Ingenito  e Prefetti come  il Dr.Frattasi – che provano  che  coloro  che vogliono operare  secondo quanto  le leggi prescrivono non sono  considerate persone gradite in provincia di Latina,una provincia  dove,come ha  detto un Presidente del TAR del capoluogo pontino  “la legalità é un optional”. Siamo soli,purtroppo,a combattere  su un territorio devastato da tutti i clan  nazionali ed internazionali,oltre che dalla corruzione e dall’omertà.Ma,grazie a Dio, abbiamo la determinazione,la voglia  e – non é presunzione – le capacità di  “capire” e di farci ascoltare  nelle sedi che contano  dalle persone giuste e che ci stimano .Non ci spaventa nemmeno il pensiero che qualcuno potrebbe  progettare il ricorso  a qualche espediente per “neutralizzare”  qualcuno di noi  perchè nell’Associazione Caponnetto vige  il principio della “circolarità” delle notizie che si acquisiscono,un pò come nel pool di Palermo (quando noi diciamo  che ….siamo l’Associazione Caponnetto !!!!!!!!!. Il nome che portiamo ha un senso,un significato   che ci caratterizzano  rispetto a tantissimi altri  ).Talché,morto un papa,ce n’é  subito  pronto un altro,magari anche più bravo ed informato del primo.Non prendiamo soldi da NESSUNO  e non dipendiamo da NESSUNO ,Vogliamo solamente ,essendo pronti a qualunque sacrificio,che  la Giustizia  e lo Stato di diritto non vengano calpestati  e considerati …….carta straccia.Nient’altro !!!!!!! Fate quello che dovete fare e saremo i vostri più leali amici!…………………

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