Le condizioni orribili in cui vengono costretti a vivere Testimoni e Collaboratori di Giustizia in Italia. Lo Stato, questo Stato, da quale parte sta, con la mafia o contro la mafia?

A leggere – o a sentire dalla loro viva voce come a
noi capita – le storie drammatiche e le condizioni in
cui sono costretti a vivere Testimoni e Collaboratori
di Giustizia, c’è da inorridire.
Ed, ancor più, ti senti indotto a domandarti ed a
domandare, gridando ad un Paese distratto e
disinformato:
ma lo Stato da quale parte sta, con la mafia o contro
la mafia?
Noi non discriminiamo fra gli uni e gli altri- Testimoni
e Collaboratori -, purché essi siano sinceri
ovviamente.
Essi mettono a repentaglio la loro vita e quella dei
loro familiari per l’affermazione della legalità, della
Giustizia.
E, se non ci fossero stati e ci fossero i cosiddetti ”
pentiti”- i Collaboratori, cioé -, molte inchieste e molti
processi non sarebbero nemmeno iniziati e non
potrebbero iniziare.
Inchieste e processi, infatti, si basano quasi tutti sulle intercettazioni e sulle dichiarazioni dei “pentiti”, oltre che dei Testimoni.
In Inghilterra li chiamano Testimoni di Stato perché essi sono, appunto, uomini e donne che fanno gli interessi dello Stato.
Bisognerebbe stendere i tappeti rossi davanti ad essi, mentre, invece, a sentire e vedere come molti vengono trattati nel nostro Paese, c’è da URLARE per la VERGOGNA!!!
Viene spontaneo domandarsi, a questo punto, se lo Stato, questo Stato, voglia o non voglia che essi parlino e denuncino i mafiosi…

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