Le complicità oggettive o soggettive della classe politica pontina. Il problema mafie è la prima emergenza pontina e nessuno ne parla

Le complicità oggettive o soggettive di una parte consistente della classe dirigente politica della provincia di Latina da un lato, l’ignavia di un’altra parte significativa dall’altro fanno sì che questo territorio sta finendo grado a grado sotto il dominio della criminalità organizzata.

La camorra campana già lo considera come “ cosa nostra” e così, purtroppo, è.

Se non si recidono i legami fra politica e mafie tutto il lavoro fatto e che fanno investigatori e magistrati rischia di essere vanificato.

Ormai le situazioni acclarate cominciano ad essere tante e moltissime altre sono ancora da accertare.

Fondi, Sabaudia, Formia e chi più ne ha più ne metta.

Ci limitiamo alle situazioni ormai note a tutti.

Non si è voluto indagare a fondo fino a qualche tempo fa, come dimostrano, pur con sfaccettature diverse, i “casi” di Sabaudia e Formia.

Nel secondo “caso”, in verità, nessuna colpa può essere attribuita alla Polizia di Stato, la quale con l’inchiesta “ Formia Connection” ha fatto fino in fondo il suo dovere, dimostrando, con le intercettazione telefoniche effettuate, che quei collegamenti ci sono e da tempo.

Altri non hanno fatto quello che avrebbero dovuto fare.

Cosa diversa si è verificata a Sabaudia dove si sapeva e si è aspettato che intervenissero la DDA di Napoli ed il Questore D’Angelo prima di cominciare a gridare.

La verità è una sola e riguarda la… politica.

Una parte della classe politica è oggettivamente o soggettivamente complice delle mafie, collusa.

Un’altra parte, quella non collusa, è afflitta da una forte dose di ignavia.

C’è un’altra piccola parte che mostra sensibilità, ma non riesce a far prevalere le proprie posizioni.

L’altra sera, al convegno di Formia, ha fatto capolino un solo consigliere, del PDL.

Tutti gli altri, di sinistra, di centro, di destra, assenti.

Erano presenti, come esponenti dei partiti politici, un paio di rappresentanti locali della Federazione della Sinistra ed uno della sezione dell’Italia dei Valori di Itri (si badi bene, di Itri, non di Formia).

Del PD hanno partecipato, ma a titolo personale, un paio di consiglieri di altri Comuni.

Del PD di Formia nemmeno l’ombra.

Nel convegno dello scorso giugno a Gaeta si è verificata la stessa situazione.

Presenti, infatti, sono stati solamente un paio di esponenti locali della SEL.

Tutti gli altri, amministratori comunali, segretari sezionali e quant’altri hanno dato forfait.

Latitanza piena. Assoluta.

Il problema mafie non interessa evidentemente a questi signori.

Un segnale, questo, inquietante che lasciamo al giudizio di chi ci legge.

Il problema è tutto qua: mancano gli anticorpi e se qualche iniziativa, di tanto in tanto, viene assunta da qualcuno – vedi Fondi, ora Sabaudia – lo si deve tutto e solo alla sensibilità individuale e non collettiva di un partito o di una coalizione.

Ci sono situazioni da brivido, a Formia, a Gaeta, a Itri, a Sperlonga, a Terracina, a Fondi ecc. ecc. , dove le mafie stanno comprando pure le pietre delle strade e nessuno grida, nessuno denuncia, nessuno attiva i canali investigativi e giudiziari competenti. Nessuno fa interrogazioni parlamentari.

Cos’è tutto ciò se non complicità?