Le complicità con le mafie della politica e della società civile

“LA POLITICA E’ UNO DEGLI ATTORI PRINCIPALI CHE AGEVOLA IL PASSAGGIO DALL’”ECONOMIA CRIMINALE” A QUELLA LEGALE DI QUESTA ENORME MASSA DI SOLDI SPORCHI CHE PROVENGONO DALLE COSCHE“

E’ un’analisi dura, ma obiettiva, fatta sul sito dell’Agenzia ANSA a commento delle dichiarazioni rilasciate qualche tempo fa dal Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia on. Pisanu.

On. Pisanu che parla di un vero e proprio “progetto di governo alternativo” che sta andando avanti grazie all’” attiva e fattiva collaborazione di pezzi importanti della società civile: di avvocati, notai, imprenditori, banchieri, funzionari pubblici e politici di ogni livello”.

Il problema dei problemi che noi stiamo denunciando da anni: gli intrecci sempre più stretti fra mafia e politica.

E non c’è bisogno di andare a riesumare gli atti delle inchieste sui vari Cosentino, Dell’Utri e quanti altri perché ad ogni livello, anche ai più bassi, tali intrecci sono palesi.

Anche se non lo si vuole ammettere, lo si nega addirittura.

Potremmo citarne tantissimi, anche nel Lazio, dove ci sono stati “casi” già acclarati, come a Nettuno, a Formia, Fondi e così via, dove non si è potuto fare a meno di ammetterlo…

Purtroppo, almeno nel Lazio, la lotta alle mafie si fa, quando si fa, limitandosi a colpire il libello basso della criminalità organizzata.

Mai, o quasi, che si va ad indagare per capire le ragioni per le quali il notaio stipula un certo atto, perché l’avvocato difende la tale persona, perché il direttore di banca concede quel finanziamento, perché il sindaco o il funzionario comunale rilascia quella concessione, quella licenza o approva quella variante urbanistica e così via.

Tutti modi, questi, che favoriscono l’avanzata delle mafie sui nostri territori.

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