Le carenze degli apparati investigativi e giudiziari in provincia di Frosinon

NELL’AZIONE DI CONTRASTO DELLE MAFIE IN PROVINCIA DI FROSINONE QUALCHE LUCE ED ANCORA MOLTE OMBRE

I negazionisti, coloro che “nun saccio, nun vedo, nun sento”, sbugiardati, tacciono da quale tempo in provincia di Frosinone.

Le operazioni di polizia, soprattutto della DIA e della Guardia di Finanza, li hanno messi in condizione di non poter più parlare.

Era vergognoso il loro comportamento, al limite quasi della collusione con le mafie, se non addirittura del reato di “ concorso esterno in associazione mafiosa”.

Lo dobbiamo alla solerzia, alla bravura degli uomini della DIA e della Guardia di Finanza.

Qualche segnale di inversione di tendenza si comincia a vedere, finalmente.

Per quanto riguarda le forze dell’ordine locali, oltreché al Comandante provinciale della Guardia di Finanza Col. Salato, dobbiamo essere grati anche al Dr. Bianchi Capo della Mobile.

Solo nel Cassinate, grazie a queste forze ed alla Procura e al Tribunale di Cassino, sono stati sequestrati in questi ultimi tempi beni per un valore di circa 400 milioni di euro, oltre a numerosi arresti.

Diversa la situazione a Frosinone, dove, pur essendosi attivata la Procura nella persona soprattutto del PM Dr. Di Bona, i GIP non hanno concesso le relative autorizzazioni richieste appunto dalla Procura medesima.

Abbiamo avuto, così, arresti e sequestri ordinati dalla Magistratura di Cassino, ma non altrettanto nel resto della provincia di Frosinone, proprio per l’atteggiamento dei due GIP del Tribunale di Frosinone.

Come mai questo comportamento… ”ipergarantista”???

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