L’azione della politica in provincia di Latina nella lotta alle mafie.

Rifondazione Comunista ritorna con forza sul tema della presenza della criminalità organizzata a San Felice Circeo e sul territorio circostante.

Non è la prima volta che il circolo sanfeliciano di quel partito affronta questo tema spinoso.

Gliene dobbiamo dare atto,per onestà intellettuale e per amore della verità.

Già con il famoso “Libro bianco” il PRC ha acceso – e non da ora – i riflettori sul pericolo di infiltrazione mafiosa nei lavori del raddoppio del porto di San Felice Circeo.

Come pure va detto che,se da parte della politica provinciale,c’è stata qualche iniziativa sul fronte dell’azione di contrasto delle mafie,lo si deve in particolare agli uomini del PRC,oggi FDS, della provincia di Latina.

Ma questo ripropone il discorso del ruolo dei partiti di fronte ad una situazione che oggettivamente è drammatica in provincia di Latina.

Un ruolo che,se a destra appare visibilmente ignorato,nel centrosinistra appare alquanto appannato,residuale e per niente costante.

Già abbiamo avuto modo di occuparci delle lodevoli attenzioni al problema da parte del PD.

Attenzioni,però,che ci dispiace definire tardive e niente affatto concrete.

Non basta invocare la legalità denunciando i comportamenti dell’avversario politico.

Bisogna affrontare i nodi che hanno impedito e continuano ad impedire un’efficace azione di contrasto da parte degli organismi locali.

C’è un dato che non va trascurato.

A parte le azioni apprezzabili della Squadra Mobile della Questura di Latina,quasi tutte le operazioni di polizia sono partite da organismi esterni alla provincia pontina.

C’è un problema “Guardia di Finanza”,ad esempio,del quale noi abbiamo parlato con il Sen.Zanda del PD in occasione di un convegno che quel partito organizzò mesi fa a Sabaudia.

A fronte di oltre 140 indagini patrimoniali fatte dalla Guardia di Finanza in un anno in provincia di Frosinone,in provincia di Latina ne sono state fatte,sempre in un anno,solamente 3-4.

C’è stato e,in parte c’è ancora,un problema “Procura della Repubblica”,che – non lo diciamo noi –ha rubricato reati di natura mafiosa come reati comuni impedendo,così ,di fatto,un’azione efficace contro le mafie.

Procura della Repubblica,peraltro,scollegata,almeno in passato e non sappiamo se ancora, con la DDA.

Poi,il parlare solamente delle situazioni senza impostare un piano che veda impegnate tutte le rappresentanze nei consigli provinciali,in quelli comunali soprattutto,oltre che nella regione,nell’ esigere la pubblicazione di tutti gli atti relativi ad appalti e subappalti ( non dimenticando tutto il settore dei lavori di “somma urgenza”),significa solo fumo negli occhi.

PD,IDV e gli altri partiti del centrosinistra debbono svegliarsi e passare dalle enunciazioni,dai proclami ai fatti.

C’è un vuoto nella politica in generale che ha determinato tutte le criticità di cui ancora non si vuole prendere atto.

Da parte nostra,c’è un’apertura di credito verso quelle forze politiche che mostrano una reale volontà di cominciare a fare qualcosa di concreto per frenare un’occupazione di tipo addirittura militare del territorio pontino,ma bisogna essere seri perché,almeno finora,abbiamo ascoltato solamente parole,parole,parole.

Tanto fumo e niente arrosto,insomma.

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