L’Avvenire..Scontro ANM – governo. Davigo:il governo rispetti ’autonomia della magistratura.

L’Avvenire..Scontro ANM – governo. Davigo:il governo rispetti ’autonomia della magistratura.

Anno giudiziario. Scontro tra Anm e governo sull’indipendenza della magistratura


sabato 28 gennaio 2017 
L’accusa del presidente dell’Anm: il governo vuole scegliersi i magistrati. La replica di Orlando. A Milano l’allarme di Alfonso: il sistema è al collasso, servono nuove assunzioni. 
Piecamillo Davigo, presidente dell'Associazione nazionale magistratiPiecamillo Davigo, presidente dell’Associazione nazionale magistrati

Allarme organici di fronte a una giustizia al collasso dal procuratore generale di Milano Alfonsonella relazione che ha aperto l’Anno giudiziario: il governo deve agire, dice. Alfonso parla anche di mafia, e definisce gravi le infiltrazioni nei lavori della Fiera. Tema di cui parla anche il pg di Roma, Salvi:confermate le presenze delle organizzazioni mafiose storiche, accanto a nuove forme di criminalità organizzata. Ad Ancona, giudici a capo scoperto per rispetto delle comunità colpite dal sisma. 

“Fraterna solidarietà” con le popolazioni anche dal primo presidente della Cassazione, Canzio, presente all’Aquila con il vicepresidente del Csm Legnini. Botta e risposta indiretto fra il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Davigo e il ministro della Giustizia Orlando. Il primo è tornato sull’età pensionabile delle toghe e ha chiesto in sostanza al Guardasigilli di non violare l’indipendenza della magistratura. Per il secondo è “un’insidia” che i soggetti della giurisdizione reagiscano alle difficoltà “ripiegando in una dimensione corporativa” che finisce per delegittimare tutto il sistema. Orlando ha annunciato poi che è in arrivo l’introduzione del reato di tortura.

Salvi (procuratore generale Corte d’Appello Roma): vecchie e nuove mafie

“Sono state confermate le presenze delle organizzazioni mafiose storiche, accanto a nuove forme di criminalità organizzata che costituiscono l’aspetto di novità delle recenti investigazioni”. È quanto afferma il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, Giovanni Salvi, nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Per l’alto magistrato, “la questione mafia a Roma non è certamente esaustiva di tutta la questione criminale, né può dirsi, che la mafia “domini Roma” tra le varie organizzazioni”. In tema di mafia, Salvi aggiunge che continua ad apparire piuttosto come “una realtà estremamente variegata, che riflette la complessità del territorio capitolino”. 

Alfonso (procuratore generale di Milano): amministrazione giudiziaria al collasso

“L’amministrazione della giustizia resta al collasso”. Lo afferma il procuratore generale Roberto Alfonso di Milano in un passaggio della sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2017. “Il mancato adempimento agli obblighi imposti dal ministro della Giustizia dall’articolo 110 della Costituzione – prosegue – non consente al sistema di rispondere adeguatamente alle esigenze del cittadino; rallenta le aspettative delle imprese; non rende competitivo il Paese; non consente di uniformarsi al dettato costituzionale della ragionevole durata del processo; rende difficoltoso il rispetto del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale per l’inadeguatezza delle risorse”. “Pur apprezzando davvero – prosegue – gli sforzi del ministro della Giustizia Orlando, non si può non osservare che, a fronte di una crisi ormai cronica della giustizia, tutto ciò che rimane è un bando di concorso per l’assunzione di 800 assistenti giudiziari. Ossia meno del 10% delle vacanze degli organici del personale amministrativo”.

Davigo (presidente Anm): governo vuole scegliersi i magistrati

“Io certamente non voglio essere ricordato come il presidente dell’Anm che ha abdicato sulla difesa dell’indipendenza della magistratura, signor ministro spero che lei non voglia essere ricordato come quello che ha provato a violarla”, ha detto il presidente dell’Anm Piercamillo Davigo intervenendo a Milano, nel corso dell’apertura dell’anno giudiziario a cui partecipava anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando, tornando sulla questione dell’età pensionabile delle toghe. Davigo ha parlato della “sofferenza” per la sua non partecipazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione. “Ma quando sono in discussione principi – ha chiarito il presidente dell’Anm – non si media”. L’ex pm del pool Mani Pulite, infatti, ha ricordato che “il governo ha mandato a casa 450 magistrati”, ma poi ha fatto diverse proroghe. Con questi interventi, a detta di Davigo, in pratica “il governo decide chi fa il giudice e l’Anm ha deciso di non accettare questo.

Il ministro Orlando: nessun attentato ad autonomia magistratura

“Io non credo che si stia attentando all’autonomia della magistratura perché si modifica l’età pensionabile, perché allora non mi saprei spiegare perché l’Anm non ha protestato quando si decise a suo tempo di portare l’età pensionabile da 70 a 75 anni”, ha detto Orlando al termine della cerimonia dell’anno giudiziario a Milano, parlando con i cronisti in relazione all’intervento di Davigo. Orlando ha riconosciuto invece “la questione che attiene alla dimensione organizzativa, quindi è fondata l’esigenza di far fronte alle scoperture di organico, questo rilievo lo colgo”. 

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