L’autogol di Berlusconi contro la Piovra

Silvio Berlusconi respinge le voci di un suo coinvolgimento nelle stragi di mafia, bollandole come “infondate e infamanti”, e attacca nuovamente, come aveva già fatto in passato, gli autori di libri e film come La Piovra che, a suo giudizio, mortificano l’immagine del nostro paese. Per l’opposizione il premier offende chi combatte la mafia, mentre il mondo della cultura giudica le sue dichiarazioni “un autogol”

Lo sfogo del presidente del Consiglio davanti ai giovani del Pdl ad Olbia, arriva dopo le indiscrezioni di ‘Libero’ e de ‘Il Giornale’ su un’iscrizione, per lui e Marcello Dell’Utri, nel registro degli indagati dell’inchiesta riaperta a Firenze sulle stragi di mafia del ’93. Notizia smentita dal procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi. “Non capisco – ha detto Berlusconi – come si fanno a pensare cose del genere e quali sarebbero state le mie motivazioni”. Poi arriva l’affondo contro la fortunata serie tv: “Se trovo chi ha fatto le serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo, giuro che lo strozzo”.

“Un uomo attento ai sondaggi come il premier spero ricordi che a vedere la puntata in cui moriva il commissario Cattani furono 17 milioni di italiani – replica Stefano Rulli, sceneggiatore storico, insieme a Sandro Petraglia della fortunata serie tv – la frase anche se detta in modo scherzoso, dimostra comunque insofferenza e scarsa considerazione verso gli artisti”. E per Michele Placido, il commissario Cattani della serie, appunto, le affermazioni di Berlusconi sono “un autogol”. Perché La piovra “è roba di tanti anni fa – spiega – mentre le fiction tv più recenti sulla mafia, da Il capo dei capi a quelle su Falcone e Borsellino le ha fatte suo figlio per Mediaste”. E aggiunge: “Certi fatti sono purtroppo accaduti e chi di dovere li ha osservati e raccontati per denunciarli doverosamente. Naturalmente si tratta ogni volta di fare informazione seria e responsabile, ma quel che è accaduto sarebbe grave venisse nascosto”.

Severo il giudizio dell’opposizione sulle parole del premier che suscitano un botta e risposta tra Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato e Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Alla Finoccharo che ritiene non si possa liquidare il “problema molto serio” della mafia con delle battute, Bonaiuti replica affermando che dalle parole dell’esponente del Pd “appare la tentazione” del suo partito di “risolvere la lotta politica per via giudiziaria”.
“Invece di scherzare sui libri Berlusconi farebbe bene a spiegare agli italiani perché candida persone condannate per fatti di mafia, seppure in primo grado, e perché si è tenuto in casa propria un mafioso” osserva Antonio Di Pietro dell’Idv.

Intanto, lontani anni luce dal teatrino della politica, l’associazione Libera continua la raccolta firme controla vendita dei beni confiscati alle mafie. Una raccolta che sta raccogliendo un successo enorme. Tra i banchetti che le associazioni aderenti alla rete di Libera stanno organizzando in giro per l’Italia e il web (libera.it) sono oltre 100mila le firme già raccolte. Una risposta incredibile, basata sul passaparola, che fa rivivere lo stesso clima e spirito che tredici anni fa portò alla raccolta di un milione di firme per far approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie.

(Tratto da AprileOnline)

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