Latina – Carabinieri, indagine spezzata sui militari tirati in ballo dal pentito Zuppardo

Latina – Carabinieri, indagine spezzata sui militari tirati in ballo dal pentito Zuppardo

Il giudice non ha autorizzato la proroga del termine di durata delle indagini preliminari chiesto dal pubblico ministero

Andrea Ranaldi

01/06/2022 23:43

Il giudice Giuseppe Cario non ha autorizzato la proroga delle indagini preliminari chiesta dal pubblico ministero Valentina Giammaria nell’ambito dell’inchiesta a carico degli otto carabinieri indiziati dei reati corruzione, cessione e detenzione di droga, peculato, falso, porto abusivo d’arma e furto aggravato, ovvero la conseguenza degli accertamenti avviati in seguito alle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Maurizio Zuppardo che sostiene di avere ottenuto, da alcuni di loro, coperture e droga in cambio delle spiate quando era un informatore delle forze di polizia.

Dopo una serie di rinvii tecnici, lunedì c’è stata l’udienza in occasione della quale si è discussa la richiesta della Procura che il giudice per le indagini preliminari, pronunciandosi nella giornata di ieri, ha smontato punto su punto. Prima di tutto perché la richiesta di prolungare i termini di scadenza delle investigazioni è arrivata a distanza di quattro mesi dalla scadenza fisiologica, ossia lo scorso 15 marzo a fronte della data naturale del primo novembre dello scorso anno. Senza dimenticare, oltretutto, che il pubblico ministero ha chiesto di prorogare i termini dopo avere già chiesto, con esito negativo da parte dello stesso giudice, l’applicazione delle misure cautelari per sei degli otto indagati. Tempistica che, secondo il gip, non sembra «integrare una giusta causa di proroga del termine di durata». In questo senso, osserva oltretutto il Tribunale, «come dedotto da alcuni difensori i motivi fondanti la richiesta di proroga non sono riportati nell’istanza con specifico riferimento alla tipologia di accertamenti da svolgere». E non trova giustificazione neppure la necessità di analizzare i telefoni sequestrati, visto che il decreto di perquisizione è successivo alla richiesta di applicazione delle misure restrittive.

Inoltre il giudice aveva già autorizzato la proroga delle operazioni di intercettazione successivamente al termine di scadenza del termine semestrale di durata delle indagini, circostanza che però non comporta la proroga delle stesse indagini. Per quanto concerne poi la memoria difensiva depositata dal pubblico ministero successivamente alla richiesta di proroga delle indagini, il giudice non ha ravvisato la necessità di svolgere ulteriori accertamenti per l’analisi dei tabulati dei carabinieri in occasione della perquisizione dello scorso anno, in casa di uno spacciatore a Sezze, in occasione della quale, secondo la Procura, alcuni dei carabinieri indagati avrebbero fatto sparire una partita di droga sottraendola al sequestro, perché nel corso di un’intercettazione telefonica tra loro intercettata, avrebbero parlato di panini. Gli investigatori avevano infatti interpretato che si trattassero di panetti, invece era il pasto che stavano consumando dopo l’operazione antidroga, come testimonia uno scontrino prodotto dalla difesa degli indagati e ricavato analizzando il tracciato della carta fedeltà del supermercato utilizzata quel giorno per gli acquisti, appunto, di pane e affettati, bevande e bicchieri. Senza dimenticare che il blitz non era scattato su indicazione di Zuppardo, all’epoca già trasferito in località protetta in seguito al pentimento, ma attraverso una notizia di reato fornita da un collega in ferie.

Al tempo stesso il giudice non ha ravvisato la necessità di prorogare i termini dell’indagine per l’analisi di un audio registrato da uno dei carabinieri indagati, che contiene una conversazione tra lui, un suo ufficiale e lo stesso Zuppardo, risalente alle settimane precedenti alla sua collaborazione con la giustizia. Insomma, un atto riferibile all’indagine difensiva che è successiva alla richiesta di proroga dei termini delle indagini, che quindi non può motivare il rinvio dei termini stessi. Come dire, non sarebbe giustificabile una proroga necessaria per indagare sull’indagine della difesa, come osservato appunto da uno degli avvocati che assistono i carabinieri.

Fonte:https://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/206002/carabinieri-indagine-spezzata-sui-militari-tirati-in-ballo-dal-pentito-zuppardo

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