l’Associazione Caponnetto al Prefetto di Napoli:”Vogliamo chiarezza in merito alle procedure e agli esiti dell’opera di “monitoraggio” della Prefettura nelle 27 amministrazioni comunali della provincia di Napoli delle quali ha parlato alla Commissione Parlamentare Antimafia”

L’Associazione Caponnetto chiede al prefetto Gerarda Pantalone di fare chiarezza circa i 27 Comuni del napoletano sotto osservazione per camorra.

3 aprile 2016
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inserito da Salvatore Caccaviello

Roma – In audizione in commissione antimafia, il Prefetto di Napoli Gerarda Pantalone ,parlando di alcuni (27) comuni in provincia di Napoli che sono sotto stretta osservazione da parte della Prefettura, ha dichiarato: “Per moltissimi amministratori locali abbiamo accertato, da parte delle forze dell’ordine, della magistratura o anche con sentenze, contatti diretti o indiretti con la criminalità organizzata”.Per questi Comuni  esaminati durante le campagne elettorali o le operazioni di voto, sono state denunciate situazioni oggetto di attenzione da parte della Magistratura. Ci sono state persone denunciate a cominciare dai presidenti di seggio o dagli scrutatori”.(fonte Ansa)

-In relazione a tali preoccupanti dichiarazioni si registra un intervento dell’Associazione  Nazionale  contro le illegalità e le mafie Antonino Caponnetto che ass-caponnetto-300x188nel chiedere chiarezza, al Prefetto Pantalone su tale delicata questione ha ritenuto opportuno informare anche  il  Ministro dell’Interno,il Procuratore Nazionale Antimafia,il Presidente della Commissione Parlamentare antimafia nonché la Procura della Repubblica di Napoli. –  “In che modo si stanno svolgendo le procedure di monitoraggio adottate dalla Prefettura di Napoli in ben 27 Comuni, secondo quanto dichiarato dal Prefetto Gerarda Maria Pantaloneprefetto lo scorso 23 marzo dinanzi alla Commissione Parlamentare Antimafia? E in proposito, perché non è mai giunta risposta alle incalzanti segnalazioni su presunte irregolarità verificatesi, o in atto, all’interno delle stesse Commissioni d’accesso, pur già rivolte alla stessa Prefettura ed all’Autorità giudiziaria?”E’ quanto chiede al Prefetto Pantalone l’Associazione Antimafia Caponnetto, cui sono pervenuti in copia quegli stessi esposti al calor bianco, tutti con circostanze precise, nomi e cognomi, in merito a possibili anomalie nell’operato delle Commissioni in diversi Comuni, con “prescrizioni” Commissione-Parlamentare-antimafiache non sarebbero mai state eseguite, senza contare poi il possibile, mancato invio di Commissioni in altre amministrazioni comunali fra quelle “sotto monitoraggio”.

“Il Prefetto Pantalone”– chiede la Caponnetto – “a fronte di dichiarazioni tanto rilevanti come quelle rilasciate all’Antimafia, chiarisca quali sono, Comune per Comune, le misure adottate dalla Prefettura nei 27 municipi riconosciuti a pesante rischio camorra. E faccia conoscere ai cittadini, ferme restando le esigenze di riservatezza, composizione ed operatività delle Commissioni stesse. Non vorremmo – conclude la nota – che  potesse accadere quanto è stato già segnalato e documentato robertiin passato per Comuni come Gragnano o Santa Maria La Carità, dal momento che lo stesso prefetto Pantalone ammette dinanzi all’Antimafia che è preoccupata per la “continuità” e la “rigenerazione” riscontrate nel personale politico ed amministrativo all’interno di Comuni già sciolti per camorra. La Caponnetto, nel sollecitare al Prefetto una costante e trasparente attività di informazione sulle attività connesse al monitoraggio dei 27 Comuni, auspica che il caso venga sollevato attraverso opportune interrogazioni parlamentari ed eventualmente anche con indagini della magistratura competente”.- 02 aprile 2016

 Fonte:  Ufficio stampa Associazione Antimafia Caponnetto Domina Comunicazione – 

                Rita Pennarola       https://www.comitato-antimafia-lt.org/

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