L’Assemblea di sabato 16 maggio degli iscritti all’Associazione Caponnetto

Tre ore e più di analisi e dibattito su temi importanti e delicati      —    quali l’efficienza  ed il rapporto fra gli organismi investigativi e giudiziari del Lazio e della  Campania,il coordinamento del loro lavoro,situazioni particolari quali quelle esistenti a Sperlonga,Gaeta,Formia ,in Campania  ecc. ,oltre ad  alcune decisioni , quali quelle :
di assegnare  la responsabilità dell’Ufficio “Ricerche” dell’Associazione a Gennaro Varriale in sostituzione di Andrea Cannavale andato a rappresentare la Caponnetto nell’Osservatorio Comunale di Formia contro la criminalità;
di  ampliare nello Statuto ,per la costituzione di parte civile nei processi   ,il campo dei reati,oltre a quelli già previsti di natura mafiosa e contro la Pubblica Amministrazione,anche a  quelli che riguardano la tutela individuale e collettiva nei luoghi pubblici e privati;
di conferire all’Avvocato Gerardo Tommasone del Foro di Nola il mandato di rappresentanza dell’Associazione Caponnetto in tutti i processi in Campania nei quali si riterrà di costituirci;
di organizzare un altro convegno nel prossimo autunno a Giugliano di Napoli  sul tema dell’inquinamento dei suoli determinato dall’interramento di fusti tossici da parte della camorra e delle responsabilità della politica e delle istituzioni;
ed altri argomenti ancora –;-
hanno caratterizzato l’Assemblea degli iscritti ad un’Associazione,qual’é appunto la Caponnetto,sempre più  attenta ed impegnata sul fronte dei problemi reali che interessano ,lungi dalla retorica e dalle generalizzazioni ,la vita degli italiani.
Un sodalizio,insomma,vivo,che si occupa dei problemi veri della lotta alle mafie ed alla corruzione,orgoglioso della sua più piena e rigorosa autonomia da partiti ed istituzioni e che guarda esclusivamente agli interessi generali di un Paese sempre più vittima del malaffare e delle mafie, nella esclusiva difesa  della Giustizia e dello Stato di diritto.
La relazione del segretario si é soffermata molto sulla esigenza di un maggiore e più proficuo coordinamento delle DDA di Roma e di Napoli e dei rispettivi organismi investigativi e ciò,soprattutto,per evitare eventuali corti circuiti nelle indagini che porterebbero,come sembra che si stia verificando nel Basso Lazio,zona a confine fra le due regioni del Lazio e della Campania ,alla costituzione di “zone franche” dove mafie e malaffare potrebbero farla  da padrone assolute nella vita economica ed anche ,eventualmente, in quella della politica e delle stesse istituzioni.
Per ovviare a ciò,l’Ufficio “studi” dell’Associazione Caponnetto,guidato dal Dr.Salvatore Carli,ha elaborato un piano di interventi che in questa settimana verrà illustrato nella Capitale nelle sedi  parlamentari competenti ed alle persone giuste che rappresentano le istituzioni.
Particolare importanza riveste  in tale piano di interventi la proposta dell’Associazione Caponnetto che prevede la sottrazione alle Prefetture,per lo più distratte ed omissive su questo fronte,con il conseguente trasferimento alle DDA,di tutta la materia riguardante la prevenzione antimafia.
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