“Lande desolate”, assolto Oliverio. Per il gup «il fatto non sussiste»

Lande desolate”, assolto Oliverio. Per il gup «il fatto non sussiste»

Per l’ex governatore era stata chiesta una condanna a 4 anni e 8 mesi. «Non luogo a procedere» anche per Adamo e Bruno Bossio. Assolta la manager Rizzo. Il processo con il rito ordinario inizierà il 7 ottobre. Il legale dell’ex presidente: «Non ricandidato per quell’inchiesta». Aieta: «Mai avuto dubbi». Graziano: «Da garantista sono soddisfatto»

di Alessia Truzzolillo


COSENZA
 Assolto perché «il fatto non sussiste» l’ex governatore della Calabria, Mario Oliverio. Questa la decisione del gup Giulio De Gregorio nell’ambito del processo con rito abbreviato “Lande desolate” che vede Oliverio, difeso dagli avvocati Enzo Belvedere e Armando Veneto, accusato di abuso d’ufficio e corruzione. L’inchiesta della Procura di Catanzaro riguarda le anomalie riscontrate nella realizzazione di tre opere pubbliche (due delle quali incompiute): l’aviosuperficie di Scalea, l’ovovia di Lorica e piazza Bilotti (unica portata a termine). A dicembre del 2018, sugli sviluppi del lavoro investigativo della Dda di Catanzaro, all’ex governatore fu applicata dalla misura cautelare dell’obbligo di dimora confermata dal Tribunale della Libertà di Catanzaro e annullata invece dalla Corte di Cassazione, che parlò di «pregiudizio accusatorio».
Per l’ex governatore era stata chiesta una condanna a 4 anni e otto mesi. Nel corso della giornata di oggi si è tenuta l’udienza preliminare per coloro che non avevo chiesto riti alternativi. Prosciolti perché «il fatto non sussiste» anche l’ex vice presidente della giunta regionale Nicola Adamo e la parlamentare del Pd Enza Bruno Bossio, difesi dall’avvocato Ugo Celestino, e il tecnico Arturo Veltri, difeso dall’avvocato Giuseppe Manna. Entrambi erano accusati di corruzione e avevano chiesto di essere giudicati con il rito ordinario; per loro il gup ha disposto il non luogo a procedere. Assoluzione anche per la dirigente regionale Paola Rizzo.
Rinviati a giudizio gli altri imputati che avevano scelto il rito ordinario: il processo per loro prosegue il prossimo 7 ottobre. Si tratta di Giorgio Ottavio Barbieri, Carlo Cittadini, Vincenzo De Caro, Ettore Della Fazia, Gianbattista Falvo, Gianluca Guarnaccia, Carmine Guido, Rosaria Guzzo, Pasquale Latella, Damiano Francesco Mele, Marco Trozzo, Francesco Tucci, Luigi Giuseppe Zinno.
Riguardo alle anomalie degli appalti, secondo la magistratura gli indagati «in concorso morale e materiale tra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi, nelle loro rispettive qualità, stringevano un accordo illecito per effetto del quale Tucci, direttore dei lavori (dell’impianto di risalita di Lorica, ndr), per compiere atti ai propri doveri di ufficio, consistiti nell’adoperarsi concretamente sia presso i subappaltatori che presso l’ufficio tecnico del comune di Cosenza, ai fini del rallentamento dei lavori in corso a Piazza Bilotti, allo stesso “gruppo Barbieri” affidati, chiedendo quale direttore dei lavori ed ottenendo una proroga sui tempi di consegna dell’opera, accettava la promessa e infine riceveva quale corrispettivo per sé ed in via indiretta per l’imprenditore Barbieri, dal presidente della Regione Calabria di ulteriori finanziamenti sebbene non dovuti né legittimamente esigibili».
Ulteriori soldi in cambio dei rallentamenti dei lavori a piazza Bilotti, sostiene la Dda di Catanzaro, ma anche il pressing su Tucci affinché oltre a rallentare i lavori venisse vietato l’accesso sul cantiere al sindaco Mario Occhiuto ed all’assessore ai lavori pubblici (all’epoca Giulia Fresca). Il tutto, sostengono i magistrati, per un mero tornaconto politico consistito nella possibilità di non far inaugurare ad Occhiuto la piazza che si trova nel centro cittadino.

IL LEGALE DI OLIVERIO: «NON RICANDIDATO PER QUELL’INCHIESTA» «Oggi il gup ha stabilito che “il fatto non sussiste” e assolto l’ex presidente Mario Oliverio con la formula più ampia. Oliverio ovviamente è molto soddisfatto perché da questa assoluzione nasce il riscatto rispetto al danno arrecato alla sua immagine, considerato che era stato raggiunto da un provvedimento cautelare restrittivo proprio mentre era in carica e in seguito la segreteria romana del suo partito, proprio a causa di questo processo, non aveva voluto ricandidarlo. Non meritava questo trattamento dopo tanti anni di politica». Questo il commento alla sentenza di Vincenzo Belvedere, legale di Mario Oliverio.

AIETA: «MAI AVUTO DUBBI SU DI LUI» «Dopo giornate di dolore arriva una notizia che mi rende felice. Mario Oliverio è una persona perbene ed io non ho mai avuto dubbi su di lui, sin dall’inizio di questa vicenda». Così Giuseppe Aieta, consigliere regionale, commenta l’assoluzione dell’ex presidente della Regione Calabria nell’inchiesta “Lande Desolate”. «Sono felice per Mario che, dopo tanto tempo, riacquista un po’ di quella serenità che in questi mesi gli è stata strappata via. Sono sempre stato più che certo della trasparenza e del rigore della sua condotta e la sentenza di oggi rende giustizia al suo percorso umano e professionale».

GRAZIANO: «SI SONO DIFESI NELLE SEDI DEPUTATE» «Da garantista non posso non accogliere favorevolmente l’epilogo della vicenda giudiziaria legata all’inchiesta lande desolate per l’ex governatore Mario Oliveiro e per la deputata Enza Bruno Bossio». Così il commissario regionale del Partito Democratico della Calabria Stefano Graziano: «Va dato atto della grande correttezza e rispetto istituzionale, di essersi difesi nelle sedi deputate e aver dimostrato l’infondatezza delle accuse».


4 gennaio 2021

FONTE:https://www.corrieredellacalabria.it/

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