L’altro virus, il procuratore Creazzo: “Strategia delle mafie per acquisire beni e imprese di pregio è già in atto. No a sottovalutazioni”

Il Fatto Quotidiano

L’altro virus, il procuratore Creazzo: “Strategia delle mafie per acquisire beni e imprese di pregio è già in atto. No a sottovalutazioni”

Intervenuto in occasione della presentazione del quarto rapporto annuale Mafie e corruzione in Toscana, curato dalla Scuola Normale di Pisa, il capo della procura fiorentina invita a fare attenzione all’aumento delle “infiltrazioni economiche” dovute al Covid. La Dia: le organizzazioni criminali emergono “ogni qual volta che c’è una importante situazione di crisi”. Per il prefetto Guidi è necessario rafforzare le misure di prevenzione sui “rapporti tra privati”

di F. Q. | 16 DICEMBRE 2020

Chi dispone di liquidità immense, come la criminalità organizzata, cerca di approfittare di questo particolare momento storico per porre a massimo profitto ciò di cui dispone. La strategia di acquisizione di beni e imprese di pregio a prezzi bassi, data la profonda crisi che colpisce molti imprenditori, è già in atto. Per il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, non c’è dubbio: l’altro virus, cioè le mafie, hanno iniziato ad approfittare da tempo della crisi economica scatenata dal Covid. Intervenuto in occasione della presentazione del quarto rapporto annuale Mafie e corruzione in Toscana, curato dalla Scuola Normale di Pisa, Creazzo sottolinea che non “è più ora di sottovalutazioni. È praticamente certo che il rapporto dell’anno prossimo rileverà “un aumento dei fenomeni di tendenza alle infiltrazioni. Le più rischiose sono proprio quelle economiche: “L’imprenditore che investe in Toscana con soldi provenienti dal traffico di stupefacenti, dal gioco d’azzardo, è un imprenditore mafioso”, spiega il procuratore. Dal canto suo assicura che “sono in atto tutte le possibili attività di contrasto da parte della polizia giudiziaria.

Nel rapporto, ha poi spiegato Creazzo, si trovano riferimenti al “traffico di stupefacenti, dove quest’anno sono state fatte grandi operazionicon il procuratore che però ha ribadito la centralità della “struttura portuale di Livornoed ha affermato che si tratta “di un immenso giro di affari”. C’è poi grande attenzione “al traffico di rifiutidove tra l’altro “è in corso in questo momento una operazione importante della Guardia di Finanza di Livorno. Lo smaltimento illecito è un business anch’esso miliardario, comporta guadagni immensi”. Tra gli altri fenomeni esaminati “quello della prostituzione, il capolarato, una bestia che si sta diffondendo, e il gioco d’azzardo”. Su questo ultimo punto “non dobbiamo trascurare il mondo della valuta virtuale, anche dei bitcoin rispetto alla quale i finanzieri e tecnici informatici che lavorano per le mafie sono già avanti: gran parte del riciclaggio passa attraverso questi canali e noi su questo siamo abbastanza in ritardo.

Nel corso della presentazione del dossier è intervenuto pure Francesco Nannucci della Direzione investigativa antimafia di Firenze, secondo cui è erroneo pensare che le mafie non si siano inserite nell’emergenza Covid per via degli “aiuti economici. Anzi, “l’impresa viene fagocitata all’interno dei gruppi criminali. Don Ciotti – ha aggiunto – scrive che mafia e Covid sono fatti l’uno per l’altro, è vero ed è un dato preoccupante. Secondo Nannucci le organizzazioni criminali emergono “ogni qual volta che c’è una importante situazione di crisi” come questa pandemia “o ad esempio un terremoto. Noi dobbiamo interrompere questo rapporto”. Tra gli strumenti utili “quello dell’interdittiva antimafia: nel 2020 abbiamo avuto 29 interdittive antimafia. Lo possiamo interpretare da un lato come” un modo per evidenziare “la presenza delle istituzioni: si blocca l’azienda nel momento in cui si cerca di prendere soldi pubblici. Dall’altro lato è un parametro di valutazione di come la criminalità organizzata abbia una onda lunga su cui si cerchi di infiltrare nel territorio”.

C’è però un altro tema su cui le istituzioni devono vigilare: i rapporti tra privati. A sottolinearlo è il prefetto di Firenze Alessandra Guidi: “Sono fortemente preoccupata del fatto che la criminalità organizzata, conoscendo il tema di prevenzione, sempre di più si orienti a ‘dopare’ l’economia legale nel settore dei rapporti tra privati, sapendo che nel pubblico il presidio è ben consolidato”, ha spiegato. “Auspico – ha aggiunto – che possa essere rafforzato il tema delle misure di prevenzione, d’intesa con la prefettura, in tutto quello che è la contrattualistica tra privati e le attività esclusivamente tra privati. Io mi occupai delle infiltrazioni mafiose in momenti di ricostruzione importanti per il Paese, come quella a L’Aquila all’indomani del terremoto: lì il tema delle infiltrazioni mafiose gravitò fortemente sulla ricostruzione privata, sui finanziamenti che servivano appunto per portare avanti la ricostruzione”. Parola che è tornata d’attualità in vista dell’arrivo delle risorse Ue per la ripresa post-Covid.

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