L’allarme di Zingaretti, Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Roma: la Capitale centrale di riciclaggio e delle mafie: e la gente continua a dormire!!

Su Left Avvenimenti di questa settimana c’è un’allarmata intervista di Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma, sulla massiccia presenza delle mafie nella Capitale e sull’intero territorio laziale.

Roma centrale del riciclaggio.

E delle mafie.

La Magistratura, le forze dell’ordine e le associazioni antimafia lo denunciano da anni, ovviamente, come al solito, inascoltate, anche da quella massa di “cretini”, come definisce Nando Dalla Chiesa i tantissimi cittadini distratti ed inattivi, che, invece, avrebbero dovuto e dovrebbero cominciare a prendere posizione attiva contro il dilagare delle mafie sui propri territori.

E’ importante, quindi, che una voce autorevole come quella di Nicola Zingaretti si sia alzata forte a scuotere le coscienze e le intelligenze di tanti “ dormienti” e, aggiungiamo noi, di tanti parolai.

E’ allarme rosso ormai e ogni momento di disattenzione e di inerzia da parte anche dell’ultimo cittadino diventa collusione con le mafie.

Purtroppo, ai livelli politici, allo stato, sono ancora pochi coloro che cominciano a mostrare sensibilità ed attenzione al dilagare del fenomeno mafioso: un fenomeno che sta letteralmente devastando il tessuto economico, culturale, sociale, politico ed istituzionale della nostra Regione e del Paese intero.

Che le mafie abbiano inquinato e continuano ad inquinare sempre di più il tessuto politico ed anche istituzionale dei nostri territori è ampiamente acclarato dai fatti di Nettuno e di Fondi, senza voler dimenticare quanto è stato accertato con le intercettazioni telefoniche effettuate dalla Polizia di Stato di Formia nell’ambito dell’inchiesta “Formia Connection” che la “vecchia” Procura della Repubblica di Latina ha archiviato nella parte che riguardava appunto i rapporti fra noti esponenti politici e soggetti appartenenti a famiglie della camorra.

E, soprattutto, da quanto verrà acclarato dalle tante inchieste in corso.

Le continue operazioni delle forze dell’ordine e delle nuove Procure- e quando diciamo “nuove” ci riferiamo soprattutto a quelle di Civitavecchia, Latina, Tivoli, Velletri e qualche altra, dove, finalmente, sono arrivati Procuratori e Sostituti di fronte ai quali bisogna levarsi tanto di cappello per le loro capacità e la loro volontà di fare – stanno sempre più evidenziando l’altissimo livello di radicamento delle mafie, che –attenzione – non sono più quelle che qualche allocco può continuare a pensare come provenienti da fuori regione, ma che, al contrario, sono costituite da individui locali, nati e cresciuti nella nostre città, professionisti, imprenditori, esponenti politici ed istituzionali, funzionari di banca, talvolta singoli poliziotti, carabinieri e finanzieri e chi più ne ha più ne metta.

“Colletti bianchi”, insomma, delle province di Roma, di Latina, di Viterbo, di Frosinone, di Rieti, gente insospettabile, del posto: il classico inquilino della porta accanto che, in virtù del principio del pecunia non olet ha venduto la sua anima al diavolo tradendo anche i valori e gli interessi della sua stessa famiglia e dei propri figli ai quali contribuisce a lasciare una società criminale.

Mostri che divorano se stessi, senza dignità ed un minimo di orgoglio.

Gente che dovrebbe finire i giorni nelle patrie galere.

In un quadro così deprimente –che vede molti esponenti politici ed istituzionali collusi con le mafie, molti Prefetti disattenti ed inattivi, ad eccezione per la verità di quello di Frosinone, , un’opinione pubblica in gran parte addormentata e talvolta collusa anch’essa, soggettivamente o oggettivamente -, acquista una valenza particolare il grido di allarme lanciato da Zingaretti e da qualche altro.

Noi vogliamo ringraziarlo di cuore, ufficialmente, a voce alta, invitando i cittadini romani e dell’intero Lazio, quelli onesti e perbene, ad essere orgogliosi di avere un proprio rappresentante così onesto e coraggioso.

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