L’allarme della Associazione Antimafia Caponnetto per i ritardi nella protezione del testimone di giustizia che ha fatto condannare i camorristi

comunicato stampa

 

L’Associazione Antimafia Antonino Caponnetto lancia l’allarme per l’incolumità e la vita del testimone di giustizia Luigi Leonardi, giovane imprenditore partenopeo che non solo si è ribellato alle estorsioni camorristiche subendo minacce, attentati e sequestri, ma con le sue denunce alla Direzione Distrettuale Antimafia ha consentito che in ben due processi a carico di famigerati esponenti dei clan venissero condannati uomini di fazioni criminali del napoletano e del casertano, a cominciare dagli scissionisti.

Solo pochi giorni fa si è concluso il secondo processo con ulteriori condanne, per giunta diverse delle quali inflitte a criminali tuttora a piede libero. Non è difficile dunque immaginare il clima che circonda il coraggioso imprenditore. Un uomo che ha solo compiuto fino in fondo il suo dovere di cittadino italiano, ma un uomo che lo Stato oggi lascia solo in balia dei suoi aguzzini.
Sembra incredibile, eppure la sequenza di lettere con rimpalli di responsabilità in perfetto burocratese tra il servizio centrale di protezione e le prefetture di Napoli e Caserta dicono proprio questo: benché sulla carta sia stata disposta la protezione di Leonardi, nei fatti ciò non è mai avvenuto, tanto che anche all’ultima udienza dei giorni scorsi l’imprenditore è arrivato da solo, come se si trattasse di un qualsiasi cittadino e non dell’uomo che ha permesso alla giustizia di identificare e punire gli autori dei crimini che quotidianamente, a Napoli ed oltre, ammazzano la legalità, la dignità ed ogni speranza di futuro.
Il 12 ottobre scorso l’imprenditore ha sottoscritto dinanzi ai magistrati della DDA il documento che ne sanciva l’entrata nel programma di protezione. Lo stesso giorno sono state investite di tale compito sia la prefettura di Napoli che quella di Caserta, oltre ai carabinieri.
Da allora però solo un occasionale contatto da parte dei carabinieri, niente altro. Tanto che all’ultima udienza lo stesso pm antimafia ha espresso apertamente sconforto nel constatare che nessuna delle sue prefetture avesse dato concretamente seguito alla procedura di tutela secondo quanto previsto per legge.
Come se non bastasse, al segretario della Caponnetto, che aveva inviato una lettera di sollecito al servizio centrale di protezione, è stato risposto che si tratta di materie non di sua competenza, mentre anche la senatrice Lucrezia Ricchiuti della Commissione Parlamentare Antimafia, informatasi nei giorni scorsi sulla paradossale vicenda, ha ricevuto notizie non corrispondenti alla realtà dalla prefettura di Caserta, che la ha rassicurata confermando la protezione. Quella protezione che di fatto, ad oggi, 4 gennaio 2016, ancora non c’è.
Pertanto la Caponnetto denuncia una situazione che è gravissima non solo per la vita di Leonardi, ma anche per l’intero Paese, perché quanto accaduto oggi al giovane imprenditore, se non si interviene tempestivamente., servirà a scoraggiare la già difficile ed eroica pratica della denuncia, richiesta ai cittadini dalle più alte cariche dello Stato. «Chiediamo alle prefetture e ai parlamentari della commissione antimafia – conclude il segretario nazionale della Caponnetto Elvio Di Cesare – di fare propria questa battaglia e di non perdere un minuto di più per tutelare Leonardi e mostrare al Paese che viviamo ancora in uno Stato degno di questo nome».

Roma, 4 gennaio 2016

Associazione Antimafia Caponnetto

Ufficio stampa Domina comunicazione

contatti: 347 0515527 – 347.3615263 https://www.comitato-antimafia-lt.org/

 

qui l’intervento di Luigi Leonardi in occasione dell’incontro pubblico sui testimoni di giustizia e le vittime

innocenti di camorra organizzato dalla Caponnetto a Caivano (NA) il 18 dicembre scorso

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