L’aggressione ed il ferimento dell’avvocato Mario Piccolino a Formia

L’AGGRESSIONE ALL’AVV. MARIO PICCOLINO A FORMIA E IL POSSIBILE “QUADRO” NEL QUALE POTREBBE ESSERE MATURATA

Una cosa sembrerebbe chiara: l’aggressione potrebbe essere maturata a seguito di quanto scritto nei giorni precedenti al 16 febbraio u. s. sul suo portale dall’avv. Piccolino.

L’aggressore, finora sconosciuto, vi avrebbe fatto esplicito riferimento quando, dopo aver ferito seriamente il professionista, gli avrebbe detto “avvoca’, voi scrivete bene”.

Ma l’aspetto più inquietante verrebbe fuori da qualche telefonata ricevuta qualche giorno dopo l’aggressione e, soprattutto, da una nota pervenuta, sempre al portale dell’avv. Piccolino, da certo “owner” il 18 febbraio u. s.. La riportiamo integralmente: ”per ben cinque volte a mezzo di un crick.

Se fossero state cinque le crickkate… a quest’ora avremmo assistito ad un requiem… Auguriamoci solo che tale… ”terapia d’urto” abbia fatto risvegliare quella parte “preponderante” del cervello rimasto assopito”.

Un messaggio, questo, in puro stile mafioso, il cui autore va assolutamente individuato dalle forze dell’ordine e, in particolare, dalla Polizia postale.

Il ferimento del professionista non va preso sottogamba, come, cioè, un fatto da delinquenza comune. Noi sospettiamo che “dietro” ci sia dell’”altro”che evidentemente il professionista, scrivendo, ha fatto temere che venisse fuori. La reazione potrebbe essere scattata a causa di tale paura.

Bisogna, quindi, far emergere quello che c’è “dietro” il fatto criminale e, tenuto conto della città in cui si è registrato -Formia, il cui territorio è indicato dalla DNA fra quelli del sud pontino più infiltrati dalla camorra-, crediamo che di esso debba interessarsene direttamente la Direzione Distrettuale Antimafia.

Associazione A. Caponnetto

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