.Lady camorra in carcere, le figlie del boss si difendono

.Lady camorra in carcere, le figlie del boss si difendono

Il Mattino, Martedì 7 Febbraio 2017

Lady camorra in carcere, le figlie del boss si difendono

di Marilù Musto

Casal di Principe. Due sorelle, due scelte diverse per difendersi dalle accuse della procura Antimafia, mentre il padre, il boss del clan dei Casalesi, dalla sua cella impreca e si dispera. Katia Bidognetti, la figlia del capoclan Francesco Bidognetti, ha scelto infatti di non parlare e di avvalersi della facoltà di non rispondere quando si è trovata di fronte al giudice per l’interrogatorio di garanzia, in carcere. Lei, la figlia del boss e di Anna Carrino da Villaricca, la pentita del clan dei Casalesi, ha mantenuto un atteggiamento coerente con le intercettazioni riscontrate dagli inquirenti a suo carico: «Le donne si stanno zitte e mute e si fanno il carcere», aveva detto al nuovo compagno nel 2013. Difesa dall’avvocato Domenico Dello Iacono, ora attende l’udienza fissata al tribunale del Riesame. Ha scelto, invece, di parlare Teresa Bidognetti, la seconda figlia del boss e della collaboratrice di giustizia, difesa dal legale Carlo De Stavola. Teresa – ai domiciliari perchè incinta – avrebbe spiegato che la provenienza del denaro era riconducibile alla pensione del padre. Il boss Francesco Bidognetti detto Cicciotto e’mezzanotte, infatti, percepisce una pensione di reversibilità dall’Inps di 6.246,76 euro all’anno per la morte della prima moglie, Teresa Tamburrino. Giovanni Lubello, l’ex marito di Katia, difeso dall’avvocato Giovanni Abet risponde, infine, dell’accusa di avere imposto forniture di vino a un ristorante di Cellole, il Mama. «L’acquisto è stato fatturato ed io non ho imposto nulla agli imprenditori che peraltro hanno acquistato vini pregiati a prezzi convenienti da me perché avevo dismesso la mia attività», avrebbe detto Lubello al gip.

La pensione

Il boss Francesco Bidognetti, pur essendo ristretto al 41bis, intasca una pensione di 500 euro al mese dall’Inps. Pensione che, stando all’inchiesta del pm Alessandro D’Alessio e Cesare Sirignano, viene messa a disposizione di Orietta Verso, consorte di Raffaele, il figlio del capoclan e della prima moglie, anche lui al 41bis. Ma Orietta, secondo le indagini, non è contenta di 500 euro al mese e punta i piedi. Lo fa lamentandosi con il suocero. Moglie fedele sì, ma con la pancia piena. Teresa Bidognetti, l’altra figlia del boss Francesco, ha un carattere più mite: «Quella, Teresa, sta aspettando che papà muore e non ci sono più i money, money, money, così se ne va dalla mamma», si sfoga Katia, la sorella, con il suo nuovo fidanzato, Carlo, nel 2013. Già, la mamma delle Bidognetti: la pentita di Villaricca Anna Carrino, la traditrice che «ha rovinato la famiglia». «Però mamma mia non ha parlato mai di Schiavone Sandokan, ha detto solo che lui e papà facevano i guai assieme, ma quello già lo dice la legge mica lo ha detto lei», racconta Katia.  Per timore di vedersi strappare i due figli, Katia la bella,  accetta anche i consigli di «zietta Flora», indicata come sua interlocutrice nell’ordinanza. «Tu devi fare come ha fatto Maria Pia – le dice – mettiti in graduatoria, vai ad insegnare a Roma, così puoi giustificare il mantenimento dei tuoi figli». Il consiglio di «zietta» a Katia è fatto con il cuore. Affetto, amore ed estorsioni. Perché Mari Pia non è altro che Giuseppina Nappa, la moglie del boss Francesco Schiavone Sandokan, insegnante «che ogni mattina va a Roma a scuola» anche se condannata in primo e in secondo grado. Solo in questo modo Katia può sanare agli occhi dei giudici il fiume di denaro che entra ogni mese «perché prende i soldi dalle estorsioni dall’agenzia funebre ».

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