La vicenda del Testimone di Giustizia Salvatore Barbagallo grida vendetta.Uno Stato imbelle che,al di là degli appelli e dei proclami,abbandona i Testimoni di Giustizia e li lascia senza assistenza e protezione rispetto a possibili vendette dei mafiosi che essi hanno denunciato.Barbagallo ,di Vibo Valentia,ha denunciato i Mancuso.Ex imprenditore ,da anni vive in uno stato di miseria.Il Prefetto di Vibo Valentia non se ne cura. Solo i parlamentari del M5S si stanno interessando al suo caso,ma non ricevono alcuna risposta alle interrogazioni finora fatte.Il 17 settembre scorso l’on.Parentela ha riproposto il caso in Parlamento.

Parentela (M5S): ‘il Governo protegga Barbagallo e tutti gli imprenditori che denunciano il racket’

Interrogazione parlamentare del deputato M5S Paolo Parentela e sottoscritta dai colleghi Nesci, Bernini, D’Uva: ‘non si possono abbandonare i cittadini che denunciano attendendo i tempi biblici della giustizia’

lunedì 6 luglio 2015 | 12:19
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“Il governo garantisca aiuti adeguati a Salvatore Barbagallo ed a tutti gli imprenditori che denunciano il racket”. Lo sostiene il deputato M5s Paolo Parentela, dopo aver depositato un’interrogazione al governo sottoscritta dai colleghi Dalila Nesci, Massimiliano Bernini e Francesco D’Uva (membro della commissione antimafia). “Nell’atto di sindacato ispettivo – continua – descrivo la storia dell’imprenditore vibonese Salvatore Barbagallo, che otto anni fa denunciò il clan dei Mancuso e che è stato letteralmente abbandonato dallo Stato. La storia di Barbagallo non è diversa da quella di altri imprenditori che denunciano il racket e che incontrano innumerevoli difficoltà per accedere al fondo di garanzia il cui funzionamento andrebbe perfezionato. Il governo – continua il deputato Cinque Stelle – deve garantire ai cittadini calabresi vittime del racket un servizio giudiziario minimamente accettabile. A distanza di otto anni le persone denunciate da Barbagallo sono a piede libero e non è neanche iniziato il procedimento giudiziario che possa accertare i fatti denunciati. In una terra come la Calabria, che soffre la presenza della mafia più potente d’Europa, non si possono abbandonare i cittadini che denunciano attendendo i tempi biblici della giustizia. La storia di Barbagallo è divenuto un caso mediatico di interesse nazionale, ma ci sono tanti altri calabresi che sentono lo Stato lontano e che non hanno il coraggio di denunciare. Lo strapotere della ‘ndrangheta – conclude – è dovuto all’omertà, che si combatte concedendo ai cittadini i necessari strumenti per poter denunciare sentendosi tutelati”.

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