La vicenda che interessa la ristrutturazione del sito dove era ubicata nel centro storico a Gaeta una vetreria

Ci sono molta confusione e tanta, tantissima preoccupazione a Gaeta per le vicende che riguardano il progetto di ristrutturazione dell’ area ove era ubicata l’ex vetreria nel centro storico della città.

Confusione e preoccupazione acuite dall’atto di sequestro di un segmento di quell’area da parte della Polizia municipale.

E, poi, dalla vendita di gran parte degli appartamenti delle cosiddette “case rosse” in via Frosinone a persone-si dice-tutte- o quasi- provenienti dalla Campania.

Si parla anche di una mancata bonifica dell’area sulla e sotto la quale ci sarebbero, abbandonate, sostanze nocive alla salute pubblica.

Oltre che di un sistema di vendita da un acquirente all’altro che avrebbe portato il numero complessivo dei proprietari attuali da 1 a 4 o 5.

Abbiamo partecipato ad un’assemblea di ex dipendenti della società prima proprietaria dell’area e tutte queste preoccupazioni sono state espresse dai presenti.

Insieme a quelle che riguarderebbero la stessa legittimità dell’atto di vendita di un ‘area ceduta a suo tempo dalle autorità militari ad una cooperativa di lavoratori vetrai al solo scopo di realizzarvi la fabbrica e le relative abitazioni per i dipendenti.

Nel caso di una dismissione di tale fabbrica, secondo la versione circolante, l’area sarebbe dovuta ritornare in possesso del Demanio e, quindi, del Comune.

Se esistesse un atto del genere, con tali condizioni, salterebbe ovviamente tutto quanto è stato finora fatto.

Noi abbiamo in passato chiesto al Sindaco di Gaeta di conoscere se sia fondata o meno la voce secondo la quale l’acquirente dell’area avrebbe ceduto parte di questa ad altri soggetti e, in caso positivo, CHI sarebbero questi nuovi soggetti.

Silenzio di tomba.

Non ci è pervenuta alcuna risposta da parte del predetto Sindaco.

Ora è intervenuto l’atto di sequestro di una parte dell’area in questione.

Sembra che ci siano state delle denunce all’Autorità Giudiziaria a seguito delle quali starebbero indagando le forze dell’ordine.

Aspetti di natura edilizia, si dice, ma anche di carattere ambientale e sanitario.

Alcuni ex lavoratori hanno avuto riconosciuto l’invalidità come conseguenza del tipo di lavorazione fatta e delle sostanze con le quali sarebbero venuti in contatto.

Si parla di amianto, soprattutto.

C’è un legale che sta seguendo il caso.

Il problema è complesso, delicato e noi non vogliamo azzardare giudizi di sorta né vogliamo creare allarmismi.

Vogliamo stare ai fatti che ci riguardano di più.

Noi vogliamo sapere QUANTI sono allo stato gli acquirenti dell’area e CHI sono.

Vogliamo sapere, inoltre, QUANTI sono coloro che avrebbero acquistato gli appartamenti delle cosiddette “case rosse” e se è vero che per lo più sarebbero persone non di origine Gaetana.

Preghiamo, pertanto, la Magistratura di dare impulso alle indagini su tutti gli aspetti di questa annosa vicenda e, ciò, soprattutto per fare chiarezza definitiva e fugare i tanti dubbi che aleggiano fra i cittadini del sud pontino.

Gli ex dipendenti durante l’assemblea cui abbiamo partecipato anche noi hanno deciso di affiggere sui muri della città nei prossimi giorni un primo manifesto nel quale sintetizzano alcuni aspetti di questa vicenda.

Da parte nostra, considerata la rilevanza del caso e la situazione generale esistente nel sud pontino, l’assicurazione più ampia che, come nel passato, lo seguiremo con particolare attenzione.

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