La VERA mafia. Obiettivo raggiunto. Possiamo andare fieri del risultato ottenuto. Almeno in provincia di Latina

L’OBIETTIVO CHE CI SIAMO PROPOSTI AL MOMENTO DELLA NOSTRA NASCITA, QUELLO DI STANARE LA “VERA” MAFIA, E’ STATO RAGGIUNTO. NE SIAMO FIERI!!!

Appena nati, ci ponemmo subito un obiettivo. Stanare la VERA mafia.

Circoscrivere, cioè, tutto quel territorio melmoso, zuccheroso, che rappresenta il vero habitat della mafia REALE, quello su cui alligna la malapianta.

Sì perché la VERA mafia non è quella che ci viene rappresentata dalle emittenti televisive, dalle cronache dei giornali, ma, al contrario, quella che NON ci viene mai rappresentata. Quella dei colletti bianchi, dei professionisti, dei bancari e dei banchieri, dei politici, giornalisti e di tutti coloro che, annidati nelle istituzioni, tradiscono il giuramento da loro fatto allo Stato

QUESTA E ‘ LA VERA MAFIA che nella più grande campagna di disinformazione mai impostata nel nostro Paese nel passato, non ci viene mai rappresentata.

Oggi, almeno per quanto riguarda la provincia di Latina, possiamo cantare vittoria perché, con il nostro lavoro silenzioso, umile, di scavo (qualcuno si arrabbia quando noi parliamo di… ”indagine”), di DENUNCIA, siamo riusciti a far incentrare l’attenzione se non dell’opinione pubblica, almeno delle persone – e non sono poche –più sensibili, più attente, più oneste intellettualmente, più… ”pulite”, su quell’area melmosa che, se apparentemente non fa parte organicamente della criminalità, purtuttavia ne costituisce l’humus, l’alimento principale.

Con gioia siamo arrivati, anche se ancor timidamente, ai “piani alti”. E’ su quel piano che dobbiamo proseguire per prosciugare lo stagno al quale si abbeverano i mafiosi.

E’ a quelli che attaccano e minacciano un bravo ed onesto Prefetto come Frattasi che bisogna arrivare. E’ a quelli che denigrano e combattono noi che bisogna arrivare. E’ a quelli che spudoratamente negano l’esistenza della mafia che bisogna arrivare.

Perché, se si comportano così, un motivo c’é. E il motivo va individuato nel fatto che questi signori non vogliono che la mafia venga combattuta, che con la mafia, quanto meno, si “ conviva”, come ha detto sfacciatamente un ministro di questo Repubblica.

Con le operazioni “Formia Connection” prima e “Damasco 1 “ e “Damasco 2 “ si è arrivati a smascherare i primi soggetti politici sospettati di collegamenti con la mafia. Ce ne stanno tanti altri, annidati in vari partiti, che direttamente od indirettamente, sono contigui con la mafia o addirittura collusi con essa.

Lo dobbiamo ad un Prefetto onesto come Bruno Frattasi, ma lo dobbiamo anche a quei tanti uomini e donne delle DDA di Roma e di Napoli, della DIA, dei ROS, dei GICO, che in silenzio, umilmente, senza chiacchiere, senza gratificazioni di sorta, hanno lavorato e lavorano per smascherare i tantissimi delinquenti che affollano gli scranni delle assisi pubbliche, degli uffici, degli studi.

E, fra questi, ricordiamo Luigi De Ficchy, al quale ci sentiamo particolarmente legati sul piano affettivo, grati per quanto ha fatto per noi e per tutti in trent’anni di lavoro, Diana De Martino, Curcio e tanti, tantissimi ufficiali e funzionari dei corpi speciali.

Noi, insultati, dileggiati, emarginati, a destra come a sinistra (il caso della Festa del PD a Terracina è emblematico… ), continueremo a fare il nostro lavoro, di indagine e di denuncia. Piaccia o non piaccia a chicchessia.

Possiamo vantarci al fine di essere riusciti a spostare l’attenzione dallo storico mafioso della coppola a quello in giacca e cravatta. Perché il VERO mafioso, oggi, è questo, non più solo quello.

I VERI mafiosi sono quei politici, quei funzionari, quei giornalisti, quei professionisti, che, di fronte al dio denaro, si sono messi i valori sotto i piedi, dimentichi del fatto che quel denaro è un denaro maledetto ed insanguinato.

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