.La testimonianza di un Sindaco che é anche un operatore di polizia.Il Basso Lazio,le province di Latina e di Frosinone cioé ,non é solo dominato dalle mafie ma anche dalla massoneria.Un aspetto che finora é stato forse poco evidenziato.Ora se ne scontano tutte le conseguenze…………………….

 

di Marco GALLI
Sindaco di Ceprano

 

 

Sto seguendo con attenzione la discussione scaturita dall’intervento del mio amico sindaco di Pastena, che ha sollevato una serie di problematiche che riguardano la provincia, ma che secondo me vanno ben oltre. (leggi qui l’intervento Qualunquemente al Comando di Arturo Gnesi)

Partiamo dalla questione legalità. Questa realtà, non lo dico io o Arturo Gnesi, è fortemente segnata da mafie e corruzione, che pesano come un macigno sulle dinamiche sociali ed economiche del territorio. So che alcune affermazioni possono scaturire anche dalle mie esperienze lavorative, ma che per anni su “certe” questioni ci sia stato il più totale silenzio della politica è un fatto facilmente riscontrabile.

Denunciavi pubblicamente la presenza delle mafie e, al massimo, qualche sindaco o politicante rispondevano che stavi infamando i cittadini onesti e così facendo allontanavi i turisti da questa provincia. A proposito, perché in una terra meravigliosa come la Ciociaria non è mai stata elaborata una politica decente sul turismo e bellezze storiche e naturalistiche, che potrebbero fornire un considerevole ritorno economico per il territorio, attualmente languono nell’attesa di qualche sparuto visitatore?

Se c’è la criminalità organizzata e la corruzione, per forza la società soffre. E se la politica non fa nulla, perché negli anni si è limitata ad alimentare un assordante silenzio, il prezzo lo pagano i cittadini.

Sportelli bancari, autosaloni di lusso, lottizzazioni milionarie caratterizzano un territorio in profonda crisi e, ciò, avrebbe dovuto far riflettere. Invece, nel tempo, su queste contraddizioni c’è stato il totale mutismo della politica e, così, oltre ad aver alimentato un sistema corrotto e inefficiente, si è consentito che questa povera terra fosse avvelenata in ogni modo.

Inutile nasconderlo, tutto ruota intorno al fiume di danaro che accompagna le imprese della mafia e l’appetito di una politica, spesso, cialtrona e a volte raffinatissima. Oltre a ciò, favorita dal mancato ricambio delle classi dirigenti, l’assenza di elementi di un reale rinnovamento della politica, impegnata costantemente a fare accordi per la conquista di “enti”, spesso inutili, normalmente inefficienti, che però contribuisco ad alimentare il potere dei “soliti” e un’autoreferenzialità che considera i cittadini numeri e tessere.

In tale quadro, per il sindacato è stato difficile sviluppare la sua azione a tutela dei lavoratori e in difesa delle aziende in crisi. Difficilmente si ottengono risultati se la politica non sostiene con determinazione e competenza le battaglie sindacali.

Ho fatto per tanti anni il rappresentante dei lavoratori in un contesto complicato come la Polizia di Stato, svolgendo un’opera di tutela all’interno e di denuncia all’esterno sui temi di cui prima ho scritto. Bene, ogni iniziativa pubblica contro le mafie e per la legalità, non ha registrato l’assenza dei sindacati, ma della politica, salvo rare estemporanee eccezioni.

Qualche anno fa, mi invitarono a contribuire alle tesi congressuali di un soggetto politico in provincia. Dovevo dare una mano sulla parte che afferiva alla sicurezza. Feci cambiare il titolo, spiegando che la sicurezza è un tema inconsistente se non lo abbini alla legalità. Dopodiché, quando cercai di inserire elementi più specifici parlando di una zona della provincia, alla tanta disponibilità, si sostituì una chiusura completa perché li amministrava quel partito.

Ben venga l’Osservatorio Provinciale sulla legalità, ma io vado oltre, perché questa è anche terra di massoneria, – un altro tema sul quale nessuno si è espresso ma attualissimo -, che ha pesato e “forse” pesa tuttora in alcune dinamiche che, apparentemente, sembrano inspiegabili.

Proprio per tutte queste “presenze” è pericoloso immettere elementi qualunquisti all’interno di un ragionamento che vuole dare un contributo a migliorare la realtà.

Se la Ciociaria non è appetibile e, chiunque, sceglie di investire altrove, vedi Amazon, il problema non è il sindacato o solo i sindaci, ma il fallimento, semmai siano esistite, delle politiche ultradecennali messe in atto in Ciociaria.

Non ci sono infrastrutture moderne; il territorio è sostanzialmente slegato e non offre particolari attrattive ai potenziali investitori e, ciò, è ancor più grave se si considera che la Ciociaria si trova al “centro” dell’Italia, a pochi chilometri da Napoli e da Roma, posizione che, da sempre, è stata considerata un problema anziché una straordinaria potenzialità.

Certo, ha fatto comodo dire che Frosinone è schiacciata tra queste due grandi città; così si giustificavano i vergognosi fallimenti nostrani. Tutto ciò ha contribuito ad alimentare l’enorme numero di disoccupati che affligge la provincia.

Oltre 130 mila persone senza lavoro sono, non un problema, ma una tragedia.

Per affrontare questa enormità, che rischia di alimentare tensioni sociali mai viste, occorre che tutti, politica, sindacati, istituzioni collaborino per trovare soluzioni serie e permanenti. In un momento nel quale si tagliano le risorse ai comuni, ormai allo stremo, non si investe più sul sociale ma si procede per spot, utili solo ad illudere e nulla più, come si potrà gestire questo numero impressionante di uomini e donne che vorrebbero solo lavorare, ma privi di ogni risorsa?

Mi sembra che su questo tema, che tocca la dignità delle persone e rappresenta il primo problema della provincia, i sindacati abbiano dato la loro disponibilità ad essere protagonisti di un confronto che dovrà vedere partecipi noi sindaci e tutte le istituzioni del territorio.

La scommessa è cosa farà la politica; quella politica che non si rinnova; che quotidianamente fa accordi trasversali (un eufemismo), oppure elemosina un incarico; quella politica che dovrebbe rappresentare al meglio il territorio e finora non lo ha fatto.

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