La situazione nel Viterbese. Il Convegno di Tarquinia del 3 dicembre 2009. La presenza delle mafie è accertata

LA TESTIMONIANZA TOCCANTE DI IGNAZIO CUTRO’ DURANTE IL CONVEGNO DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE A TARQUINIA

Una testimonianza toccante, quella di Ignazio Cutrò, durante il convegno organizzato dalla nostra Associazione ieri a Tarquinia, in provincia di Viterbo

Una testimonianza che è stata accompagnata da un’altrettanta toccante ovazione da parte di un’assemblea composta da un paio di centinaia di persone, scattata in piedi per rendere omaggio a chi, come Ignazio appunto, per fare antimafia non a chiacchiere, ha messo a repentaglio la vita propria e della famiglia, moglie e due figli.

Ma l’assemblea, tutta in piedi, lo ha ripagato, anche se per pochi minuti appena, di tutte le angosce e le paure provocategli da una vita vissuta sotto scorta di due meravigliosi carabinieri che non lo abbandonano mai.

E il ringraziamento delle gente dell’alto Lazio a Ignazio per quanto egli ha fatto e fa contro le mafie è andato anche all’Arma, questo generoso corpo che da sempre tutela lo Stato di diritto e tutti gli italiani per bene.

Grazie affettuose ad Ignazio – e a chi lo protegge, i carabinieri appunto – ed a tutti gli uomini e le donne che quotidianamente si sono battuti e si battono, molte volte sacrificando la propria vita, per salvaguardare le istituzioni democratiche dall’assalto continuo delle mafie. Delle mafie “militari” ed anche, anzi soprattutto, di quelle “politiche”, che sono le più pericolose.

Una giornata meravigliosa, quella di ieri a Tarquinia, anche se rattristata dall’assenza forzata del carissimo nostro vice Presidente regionale Gigi Daga ricoverato per un serio intervento.

Anche a Gigi è andato il saluto caloroso dell’assemblea, grata per quanto anch’egli fa per il suo territorio e per l’intera Regione a nome della nostra Associazione.

L’incontro è stato aperto dall’Avv. Enrico Mezzetti, responsabile per la provincia di Viterbo dell’Ass. Caponnetto, è proseguito con gli interventi di Vanda Schiavi, responsabile per la città di Civitavecchia, di Simona Ricotti, Presidente Regionale organizzativa, la più brava, come sempre, di noi tutti, di Elvio Di Cesare, di Orfeo Notarstefano in rappresentanza di Beppe Lumia, di Antonio Mattia, Enzo Zannella e di tanti altri.

Un convegno dell’antimafia non parolaia, di quella che opera sul territorio, scopre e denuncia, collaborando con le forze dell’ordine e con la Magistratura.

Un’antimafia non parolaia che ha ricevuto le lodi del rappresentante di Beppe Lumia, un’icona dell’antimafia vera, che ha gridato “Basta con i convegni, con i documenti; non se ne può più”.

Quanto esattamente stiamo gridando noi da anni, contestati talvolta da taluni, di coloro, cioè, che privilegiano l’antimafia delle chiacchiere e ci accusano di… fare quello che compete alle forze dell’ordine. E dai… soliti… negazionisti, che non mancano nemmeno a Civitaveccjia ed a Tarquinia!

Criminali che non si rendono – o non vogliono rendersi conto, per paura, per ignoranza, per collusioni con le mafie-conto della gravità delle situazione e dell’impossibilità per le forze dell’ordine e della Magistratura, -rese, peraltro, quasi impotenti da un governo irresponsabile che le ha private delle risorse necessarie perché esse possano assolvere ai compiti cui sono chiamate- di fronteggiare da sole la criminalità organizzata, ormai annidata anche nelle istituzioni e nella politica, oltreché nelle professioni.

E che la situazione sul territorio dell’Alto Lazio sia estremamente grave, ieri lo ha confermato nel suo intervento il Col. Errigo della Guardia di Finanza, il quale ha snocciolato i dati degli interventi fatti dalle Fiamme Gialle.

Qualcuno ci ha rimproverato di aver dedicato, al contrario di quanto è stato fatto e stiamo facendo per il Basso Lazio, scarsa attenzione al Viterbese.

Non è assolutamente vero perché nei dossier da noi redatti e consegnati da tempo a chi di competenza sulla situazione drammatica che interessa Civitavecchia e dintorni, noi abbiamo parlato anche di alcune parti del Viterbese. Non di tutte, certamente, in quanto, purtroppo, fatte alcune nobili eccezioni quali, appunti, i carissimi Gigi Daga ed Enrico Mezzetti, non sono molti i cittadini del Viterbese che hanno mostrato sensibilità nei confronti del problema del radicamento mafioso anche in quella provincia e noi, purtroppo, non abbiamo personale e risorse per essere onnipresenti.

Comunque, abbiamo fatto, stiamo facendo e faremo quanto ci è possibile.

Sarebbe dovere dei cittadini del viterbese, almeno di quelli più sensibili, a questo punto, segnalarci circostanze, fatti, sospetti e nominativi.

Noi garantiamo, com’è nostro costume, l’anonimato delle nostre fonti d’informazione.

Le mafie ci sono anche nel Viterbese, sono in fase di continua espansione e noi lo sappiamo.

Ma, per tentare di bloccarne l’avanzata, abbiamo bisogno di notizie dettagliate. Tante notizie.!!! E continue!

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