La situazione di illegalità e di mancanza di sicurezza a San Felice Circeo.

COMUNICATO STAMPA

 

Non è nostra intenzione polemizzare con il Col. Rotondi, -che rispettiamo e stimiamo per le sue qualità morali e professionali-, relativamente alla sua pubblica presa di posizione sulla situazione esistente a San Felice Circeo.

Ci duole, però, dissentire da talune sue analisi.

La clamorosa, grave rapina effettuata nei giorni scorsi ai danni di una gioielleria ha messo a nudo le gravi carenze nella rete di sicurezza in quel comune, carenze che, a nostro modo di vedere, possono essere eliminate non tanto solo con l’aumento degli organici delle forze in campo (aumento che non ci risulta che sia stato effettuato), quanto, soprattutto, con un miglior lavoro di intelligence.

Della seria situazione esistente a San Felice Circeo questa Associazione Regionale ha avuto modo di interessarsene più volte, invocando ripetutamente una maggiore attenzione da parte degli organi investigativi e giudiziari anche centrali.

A San Felice Circeo si sono verificati fatti e circostanze che andrebbero analizzati con particolare attenzione. Ne elenchiamo alcuni:

-la pubblicazione di un LIBRO BIANCO da parte del PRC sui lavori nel Porto, libro bianco che contiene spunti investigativi importanti;

-la denuncia gravissima fatta alla Procura della Repubblica di Latina, tramite un noto avvocato e parlamentare, dall’ex assessore Luciano Magnani, denuncia rimasta, a quanto pare, senza risposta;

-l’interrogazione parlamentare fatta dall’On. Antonello Falomi su fatti che hanno riguardato l’Amministrazione Comunale;

-l’interrogazione fatta alla Regione dal consigliere D’Amato sul Porto;

-la pubblicazione, sempre per quanto riguarda il Porto, fatta dal settimanale “Avvenimenti”;

-le ripetute interrogazioni fatte dall’ex consigliera comunale Maria Grazia Colambrosi;

-le pesanti denunce fatte dall’ex assessore Alberto Castagna, denunce da noi rimesse alla Guardia di Finanza di Latina e rimaste senza risposta;

-la confisca di ben 3 unità immobiliari a persone collegate con la criminalità organizzata;

-l’assassinio nel 1997 di un camorrista collegato con il clan dei Mazzoni;

-continui investimenti, fatti da soggetti campani ed anche stranieri, di capitali sulla cui “provenienza” bisognerebbe indagare a fondo;

-l’esecuzione di ben 3 grosse operazioni di polizia contro narcotrafficanti che hanno visto San Felice Circeo come epicentro;

-la residenza a San Felice Circeo di persona arrestata dai Carabinieri di Terracina per “attività illecita patrocinata dal clan Malventi in Campania”, persona individuata fra i soci di una Banca;

-i pesanti provvedimenti adottati a carico di amministratori comunali da parte della Procura della Corte dei Conti;

-i numerosi attentati incendiari a danno di operatori turistici ed amministratori comunali;

-la condanna a 3 mesi di carcere di un amministratore per occupazione di suolo demaniale.

Tutti fatti che andrebbero sempre tenuti presente ed analizzati meglio.

 

LA SEGRETERIA

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