La scala gerarchica non sapeva ?

Il taccuino è stato rinvenuto e sequestrato durante una perquisizione a gennaio, alle prime avvisaglie delle indagini condotte dai militari del Noe. Poco tempo dopo Sansonne è stato destituito dall’incarico e trasferito alla scuola dei Marescialli e Brigadieri di Firenze. In quelle poche settimane le cimici degli inquirenti hanno intercettato gli sfoghi dell’ex comandante con il capitano della compagnia di Sorrento e suo diretto superiore Leonardo Colasuonno: Sansonne temeva – scrivono i pm – che quel libretto di annotazioni, redatto per “tenere memoria delle cortesie fatte e al momento opportuno chiedere una forma di ricambio… diventasse di pubblico dominio e urtasse la suscettibilità degli ignari soggetti fruitori dell’intervento affettuoso”.

In caserma, però, quell’agenda non era un mistero. Sansonne ne avrebbe parlato a più riprese coi suoi sottoposti, e sono proprio loro, sentiti nel corso delle indagini, a dare notizie sul contenuto degli appunti e sui destinatari dei piaceri. L’ex vicecomandante Leo Bufo: “Sansonne mi disse in maniera scherzosa che quell’agenda rappresentava la sua assicurazione sulla vita in caso di problemi. Ci annotava le cortesie, a suo dire ‘istituzionali’, con dovizia di particolari in ordine al suo interessamento presso ristoranti o strutture alberghiere o altre attività commerciali”. Il maresciallo Ferdinando Varriale: “Sansonne mi disse di aver fatto cortesie ad alti ufficiali dei carabinieri, a magistrati, a sottosegretari alla Difesa. Mi ha ribadito più volte che li annotava nella prospettiva di renderli palesi nel caso gli fosse capitato qualcosa”. L’appuntato Michele Chimienti: “A Sansonne si rivolgevano per ‘trovare’ disponibilità sull’isola in periodi di forte affluenza turistica”.

Sansonne è stato per quasi 15 anni comandante dei carabinieri sull’isola azzurra. Con quegli “interventi affettuosi”, si legge nel ricorso del pm al Riesame, avrebbe acquisito “un potere contrattuale” che gli sarebbe tornato utile anche nei rapporti con il comando generale dell’Arma. Infatti, nonostante l’indagine per corruzione nota da gennaio, è stato trasferito a Firenze in un ruolo di prestigio – addetto all’ufficio logistico della scuola Sottufficiali – e gli è stato concesso un comodo  alloggio: “E’ proprio la forza contrattuale di Sansonne, insieme al grado rivestito, a far sì che la sospensione dai pubblici uffici non assicuri in alcun modo, anzi mette concretamente a rischio, il pericolo di inquinamento probatorio”.

Archivi