La risposta dell’Associazione Caponnetto alla Dottoressa Cascella Dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di Terracina sulla presenza mafiosa su quel territorio

COMUNICATO STAMPA

 

 

 

 Apprezziamo il contenuto delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla Dottoressa Cascella, dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di Terracina, in ordine alla situazione della presenza mafiosa in quel Comune e, in particolare, alle attività economiche svolte nella città da individui sospettati di collegamenti con organizzazioni criminali. 

 

E’ la prima volta che un dirigente di polizia affronta il tema in provincia di Lastina nei suoi contorni reali. 

 

Spesso, infatti, la presenza mafiosa viene vista come un problema di “ordine pubblico”, prescindendo dalle sue implicazione economiche, politiche e sociali. 

 

Non ci stancheremo mai di ripetere che oggi le mafie sono altra cosa rispetto al passato. Esse, oggi, investono i loro capitali, forse già “ripuliti”, comprano esercizi commerciali, si propongono alle amministrazioni pubbliche ed ai privati per partecipare alle gare per lavori edili e di altro genere, cercano di entrare nelle istituzioni e nel mondo della politica. 

 

Un lavoro, quello loro, intelligente, silenzioso, di penetrazione costante nel tessuto economico, sociale e politico del territorio. 

 

Più volte abbiamo richiamato, pertanto, l’attenzione delle forze dell’ordine sulla necessità di indagare su tutto il versante degli appalti e della compravendite. Finora, purtroppo, senza esito. 

 

A noi risulta che a Terracina c’è troppa gente di Casal di Principe e dintorni che si aggiudica appalti sia pubblici che privati. Le forze dell’ordine hanno acquisito presso il Comune l’elenco delle ditte che hanno effettuato ed effettuano lavori a Terracina? Non ci risulta. 

 

C’è troppa gente campana che è diventata proprietaria, ricorrendo qualcuno anche a sistemi poco ortodossi, di esercizi commerciali e di immobili. 

 

E’ stato scandagliato tutto il versante delle compravendite immobiliari, delle concessioni edilizie, delle autorizzazioni rilasciate dalla ASL, delle eventuali connivenze di questa gente con uomini delle istituzioni e della politica?

 

Abbiamo la sensazione che ciò non sia stato fatto o non sia stato fatto a sufficienza. 

 

Vogliamo fare un’analisi dell’operato delle forze dell’ordine locali prima che arrivasse a Terracina la Dottoressa Cascella?

 

 Vogliamo esprimere un giudizio su quanto è stato fatto soprattutto dalla Guardia di Finanza che ha addirittura depotenziato la sua struttura di Terracina con il proposito dichiarato di elevare di rango quella di Fondi, senza, peraltro, ottenere i risultati tanto conclamati.? Quella di Fondi, infatti, è una Compagnia, comandata, dopo il suicidio del Capitano Conti, da un Tenente (e ciò è veramente assurdo!). Se non avesse parlato l’ex assessore Izzi e se non fossero intervenute la DDA e la DIA, forse a Fondi non sarebbe emerso quello che sta emergendo!

 

Allora riteniamo ingiusto che si sostenga che il fenomeno mafioso, pur esistendo, non ha le dimensioni da noi disegnate. 

 

Noi, al contrario, riteniamo che il fenomeno sia ancora più grave di quello da noi descritto. 

 

Riconfermiamo la nostra stima e la nostra simpatia alla Dottoressa Cascella, ma la invitiamo, al contempo, se glielo consentono, a riposizionare l’artiglieria nella direzione giusta. 

 

 

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