La risposta dell’Associazione Caponnetto al Sindaco di Gaeta sulla richiesta di costituire un Osservatorio comunale sulla criminalità‏.

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Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie

“Antonino Caponnetto”

www.comitato-antimafia-lt.org info@comitato-antimafia-lt.org

Roma,11 settembre 2002

Dr.Cosmo Mitrano

Sindaco di

GAETA

La ringrazio,Sindaco,per la Sua cortese risposta relativa alla proposta avanzata da questa Associazione a tutti i Sindaci pontini di costituire ,almeno nelle città più popolose ed importanti della provincia di Latina,Osservatori comunali sulla criminalità.

L’occasione mi è utile per darLe atto di essere stato,ad oggi,il primo ed unico Sindaco pontino che ha mostrato interesse alla proposta ,oltre che un lodevole livello di cortesia.

Mi spiace,però,manifestarLe il mio disaccordo su alcune analisi da Lei fatte per quanto attiene alla consistenza del fenomeno mafioso sul territorio gaetano e circostante.

Stiamo trattando un argomento,quello del radicamento mafioso nel Basso Lazio e,quindi,anche a Gaeta,che richiede estrema riservatezza e molta cautela,essendoci,peraltro,in corso indagini da parte degli organismi istituzionali competenti.

Tuttavia non giova non sottolineare che la presenza a Gaeta di soggetti sospettati di appartenere ad organizzazioni criminali risale agli anni 70-80.

A supporto di tale assunto,Le rammento tre episodi importanti:

1) l’omicidio Piccolo sulla Flacca;

2) l’individuazione da parte della Squadra Mobile di Palermo di un’impresa impegnata nei lavori del Porto di Gaeta sospettata di far capo alla famiglia Riina;

3) la confisca di ben 21 beni facenti capo a note famiglie malavitose campane.

4) Senza dimenticare la montagna di capitali sospetti investiti e sulla cui “provenienza” nessuno finora ha indagato.

D’altra parte- non svelo alcun segreto – va preso atto del fatto che recentemente è stato il governo nazionale a certificare pubblicamente ,con la mancata soppressione del Tribunale e della Procura di Cassino,che il Cassinate e tutto il basso Lazio sono territorio a fortissima penetrazione mafiosa.

Il problema è che le istituzioni locali e non solo sono state finora molto disattente di fronte al fenomeno del radicamento mafioso soprattutto in provincia di Latina consentendo alle organizzazioni malavitose di inquinare larga parte della nostra economia,in combutta, talvolta, con elementi facenti parte di ambienti politici ed imprenditoriali locali,com’è anche dimostrato da vecchie e recenti inchieste giudiziarie.

E’ errato continuare a sostenere che i mafiosi….”vengono da fuori regione”.

Purtroppo,proprio in conseguenza di quella disattenzione di cui sopra,i mafiosi hanno avuto tempo e modo per inquinare larga parte del tessuto economico dell’intera provincia e del Lazio e,quindi,anche di parte dello stesso tessuto sociale ed anche politico .

Su questo versante questa Associazione è impegnata da anni a a svolgere un lavoro di ricerche informando ovviamente dell’esito delle sue ricerche chi di dovere.

Ora si tratta ,soprattutto dopo la presa di consapevolezza da parte delle istituzioni centrali della gravità della situazione criminale nel sud pontino in particolare,di creare ogni possibile strumento di analisi e di indagine per fornire a Magistratura inquirente e forze dell’ordine quel supporto assolutamente necessario ,tenuto conto del fatto che esse da sole non ce la fanno a contrastare con efficacia un’organizzazione criminale che,in termini di potenza economica e non solo,è ormai la prima IMPRESA del Paese.

D’altro canto sono stati e sono molti magistrati illuminati,come Paolo Borsellino,a sostenere che è un errore imperdonabile pensare di accollare tutto il peso della lotta alle mafie sulle sole spalle della magistratura e delle forze dell’ordine.

Da qui la necessità di coinvolgere la parte sana della società civile e delle istituzioni che la rappresentano in una battaglia titanica che richiede il massimo dell’impegno.

La proposta di questa Associazione punta proprio a questo.

Ma per il buon esito dell’iniziativa ,è necessario che un eventuale Osservatorio sulla criminalità sia composto da soggetti competenti e lontani da ogni logica di partito o politica.

Sul sito della nostra Associazione noi abbiamo indicato perciò quali debbano essere i componenti di un eventuale Osservatorio.

Li elenchiamo qui di seguito:

1)il Sindaco,che assume la veste di presidente;

2)il Questore;

3)il Comandante provinciale della Guardia di Finanza;

4)il Comandante provinciale dei Carabinieri;

5)il Comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato;

6)Il Procuratore Capo della Procura della Repubblica;

7)il Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza del territorio interessato;

8)il Comandante di Compagnia(non delle Stazioni)dei Carabinieri;

9)2 rappresentanti delle Associazioni antimafia effettivamente operanti sul territorio;

10) il Capo dell’Ufficio Tecnico del Comune interessato.

Attendiamo ora le sue decisioni al riguardo.

Nell’attesa,La salutiamo con via cordialità

IL SEGRETARIO

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