La risposta del Governo ad una interrogazione parlamentare relativa alla situazione esistente a Civitavecchia

Trascriviamo il resoconto della seduta della Camera dei deputati del 19 maggio 2009 con la risposta del Sottosegretario Reina sulla situazione esistente a Civitavecchia

Seduta n. 179 di martedì 19 maggio 2009 \ Resoconto stenografico

Svolgimento di interpellanze e di interrogazioni (ore 11,10).

(Problematiche relative alla realizzazione del Terminal Cina nel comune di Civitavecchia – n. 3-00340)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti Giuseppe Maria Reina, ha facoltà di rispondere all’interrogazione Tenaglia n. 3-00340, concernente problematiche relative alla realizzazione del Terminal Cina nel comune di Civitavecchia (Vedi l’allegato A – Interrogazioni).

GIUSEPPE MARIA REINA, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti.

Signor Presidente, l’interrogazione cui si risponde presenta due questioni essenzialmente rivolte a chiarire alcuni aspetti relativi alla gestione del porto di Civitavecchia. Per quanto riguarda la questione più prettamente gestionale, fattispecie di diretta competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ed in particolare il duplice incarico in capo all’ex presidente dell’autorità portuale, Gianni Moscherini, oggi sindaco di Civitavecchia, si chiarisce che lo stesso ha ricoperto l’incarico di presidente dell’autorità portuale nel quadriennio 2001-2005, come da decreto ministeriale di nomina del 10 ottobre 2001, mentre è stato nominato commissario straordinario con decreto ministeriale del 25 novembre e 2005 ed è stato, infine, sollevato da tale incarico con decreto del Ministero dei trasporti del 21 febbraio 2007. Pertanto, gli incarichi ricoperti dal signor Gianni Moscherini nell’ente portuale, sono anteriori alla sua elezione a sindaco del comune di Civitavecchia, risultando quindi che i due incarichi non sono mai stati ricoperti contemporaneamente.
Per quanto riguarda la realizzazione del Terminal Cina all’interno della circoscrizione dell’autorità portuale di Civitavecchia, si rappresenta che tale opera non risulta tra quelle finanziate, neanche parzialmente, con fondi erogati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Secondo quanto riferito dal Ministero dell’interno, l’attuale sindaco di Civitavecchia risulta effettivamente promotore del cosiddetto «progetto Terminal Cina», attualmente in fase di stasi, poiché non consta che siano stati varati atti amministrativi tesi alla realizzazione di manufatti ovvero costruzioni da adibire a polo commerciale nella località la Frasca-Sant’Agostino, interessata a quelle realizzazioni.
Per quanto alle attività gestionali dell’autorità portuale, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha già provveduto a richiedere all’Autorità portuale la documentazione relativa alle gare di appalto promosse dall’ente portuale e si provvederà ad assumere le eventuali determinazioni di competenza all’esito di tale processo di verifica.
Per quanto riguarda, quindi, gli aspetti di sicurezza e del paventato rischio di infiltrazioni malavitose, il Ministero dell’interno ha reso le seguenti informazioni. In ordine al problema delle infiltrazioni malavitose nell’Alto Lazio, risulta che all’inizio del mese di febbraio 2008, nel corso di un’operazione di polizia denominata «Fire», è stato arrestato il capo clan Guido Casamonica e denunciati a piede libero in concorso il figlio Johnny Casamonica e Roberto Casamonica. I predetti, tutti residenti in Roma, insieme a due complici viterbesi avevano posto in essere alcune attività criminose in danno di esercenti viterbesi.
Alcuni congiunti della famiglia Casamonica di Roma risultano risiedere sul litorale della provincia di Viterbo e sono costantemente monitorati dalle locali forze di polizia che hanno sempre represso qualunque tentativo di attività illegali posto in essere dal clan. Pertanto, nonostante la presenza inquietante di questi soggetti nel territorio provinciale, non è mai emersa la possibilità di una gestione territoriale dell’organizzazione criminale dei Casamonica grazie all’azione preventiva e repressiva messa in atto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine della provincia di Viterbo.
Per quanto invece agli specifici fatti riguardanti il porto di Civitavecchia, il Ministero dell’interno fa conoscere che l’imprenditore romano Pietro D’Ardes, menzionato nell’atto ispettivo, è stato tratto in arresto il 21 luglio 2008 a conclusione di una complessa ed articolata attività di indagine condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria unitamente ad altri 17 soggetti elementi di spicco dei clan mafiosi Alvaro – Piromalli – Molè perché ritenuto responsabile di associazione di tipo mafioso.
Relativamente a Giovanni Moscherini, il 16 febbraio 2008 sono stati notificati dal centro operativo di Roma della DIA, un avviso di conclusione delle indagini ai sensi dell’articolo 415-bis del codice di procedura penale ed una contestuale informazione di garanzia in quanto indagato per i reati previsti dagli articoli 110, 81, 319 e 322 del codice penale per aver tentato, in concorso con altra persona, di ottenere notizie in ordine ad indagini in corso da parte del menzionato ufficio di polizia.

PRESIDENTE. L’onorevole Tenaglia ha facoltà di replicare, per cinque minuti.

LANFRANCO TENAGLIA. Signor Presidente, abbiamo preso atto delle indicazioni del sottosegretario sulla prima parte dell’interrogazione. La seconda parte, che riguarda il delicatissimo problema delle infiltrazioni e delle attività criminali con riguardo alla gestione di attività portuali (e, in particolare di attività di criminalità organizzata cinese in raccordo con criminalità organizzata italiana), ci trova parzialmente soddisfatti.
Le notizie che il sottosegretario ha fornito oggi dimostrano come sia necessario tenere alto l’allarme su questi problemi perché, dopo il tentativo, in parte riuscito, di infiltrazione nelle zone portuali di Napoli e di Gioia Tauro, assistiamo nell’Alto Lazio ad una presenza sul territorio di soggetti appartenenti ad organizzazioni malavitose e di criminalità organizzata.
Tali organizzazioni agiscono anche, come riferito dal sottosegretario, in raccordo con soggetti locali. Questo è un indice abbastanza preoccupante del tentativo di infiltrazione e di stabilizzazione sul territorio di queste organizzazioni, che quindi debbono indurre sia l’autorità di pubblica sicurezza che l’autorità giudiziaria a un’attenzione e un’attività di prevenzione molto forte.
Del resto, questi fatti e queste circostanze sono stati già da tempo denunciati dalla stessa autorità giudiziaria. Lo stesso dottor De Ficchy, che all’epoca rivestiva il ruolo di sostituto della Direzione nazionale antimafia, ha indicato che il pericolo per la zona dell’Alto Lazio costituito da dalla possibilità di infiltrazione legata alla proposta di costruire un molo portuale nella zona la Frasca-Sant’Agostino, lungo il confine tra Civitavecchia e Tarquinia. Quindi, sono fatti gravi, che inducono alla massima attenzione per impedire che quella zona diventi oggetto di attenzione e di infiltrazioni criminali

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