La richiesta dell’Associazione Caponnetto ai Ministri della Giustizia e dell’Interno ed al CSM: supercommissariato della Polizia di Stato a Formia con un 1° Dirigente e rinnovamento della Procura della Repubblica di Cassino dopo la soppressione dell’ex sezione distaccata di Gaeta del Tribunale di Latina

La soppressione dell’ex sezione distaccata di Gaeta del Tribunale di Latina e la ridefinizione della geografica giudiziaria che colloca il sud pontino, territorio fortemente infiltrato dalla camorra, sotto la giurisdizione del distretto di Cassino, impone una ripresa in esame del problema drammatico dell’efficienza dei presidi di polizia nell’area.
C i riferiamo, in particolare, ai due attuali Commissariati della Polizia di Stato di Gaeta e di Formia.
In tale ottica, riacquista vigore la vecchia proposta dell’Associazione Caponnetto di soppressione del primo e dell’unificazione delle forze in un unico supercommissariato, del rango di quello di Scampia, diretto da un Primo Dirigente da individuare fra coloro che hanno una consistente esperienza in materia di lotta alle mafie e, in particolare, ai loro patrimoni.
Un 1° Dirigente, insomma, esperto in indagini patrimoniali e nel lavoro di intelligence, della cui presenza sul territorio del sud pontino si avverte sempre più un’urgente necessità, insieme a quella di 3-4 operatori subordinati che abbiano le stesse capacità e la stessa esperienza.
Ma, in contemporanea, è assolutamente necessario che si rivitalizzi e potenzi la struttura verticistica, oltre che quella numerica, della Procura della Repubblica di Cassino, che, ad avviso dell’Associazione Caponnetto, ha mostrato di essere assolutamente inadeguata sul piano di un’efficace azione di contrasto alle nuove mafie.
Problemi entrambi delicati e complessi ai quali, però, bisogna dare una soluzione in tempi brevissimi se veramente lo Stato vuole, con la razionalizzazione delle forze, dar vita ad un’azione concreta e seria contro le mafie di importazioni ed autoctene.
Ci rivolgiamo direttamente ai Ministri della Giustizia e dell’Interno, oltre che al CSM, perché non rinviino alle calende greche la soluzione di questi due problemi.

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