La resa dei conti prossima ventura

QUI, FRA NON MOLTO, CORRIAMO IL RISCHIO DI AVERE IL… “BOTTO”! ATTENTI! LA RESA DEI CONTI PROSSIMA VENTURA

Qua, fra non molto, corriamo il rischio di registrare il… ”botto”.

Ed a pagare saranno chiamati coloro che hanno fatto e fanno affari con le mafie, le hanno incoraggiate e le incoraggiano a fare investimenti sul territorio facendo intravedere ad esse grosse e positive ricadute in termini economici.

Ricadute positive che non ci sono state né, peggio ancora, potranno esserci, vuoi per le conseguenze di una crisi economica devastante che ha ridotto la capacità di spesa della gente, vuoi perché i flussi turistici hanno cambiato – e cambieranno sempre più – direzione verso lidi meno caotici, più suggestivi ed anche più economici.

Noi siamo fortemente preoccupati per i probabili scenari che noi ipotizziamo, da qui a non molto.

Noi concordiamo con gli amici di LIBERA quando sostengono che nel Lazio si è ormai costituita e solidificata una “quinta mafia” intendendo questa per una mafia costituita da persone che non vengono da fuori, dalla Campania, dalla Calabria, dalla Sicilia e così via, ma da gente del Lazio, nata, cresciuta e pasciuta nel Lazio.

Gente che magari è stata nostra compagna di studi, che vive fra di noi, professionisti, politici, rappresentanti delle istituzioni che hanno raggiunto anche livelli importanti nella scala sociale o gerarchica della pubblica amministrazione.

Gente spregiudicata, corrotta o corruttibile, che ha fatto del denaro il proprio dio.

Denaro pulito o sporco, non importa.

Quell’”area grigia” che è stata la miglior alleata delle mafie e che, con il tempo, è diventata anch’essa MAFIA.

Il “ventre molle”. I “colletti bianchi”. Gli “insospettabili”.

Avvocati, notai, ingegneri, architetti, tecnici, affaristi, politici, amministratori della cosa pubblica.

Hanno, non pochi di questi, lavorato e fatto affari con le mafie, le hanno incoraggiate a venire ad investire sui nostri territori, le hanno agevolate, in un modo o nell’altro, per attirare i loro soldi sui nostri lidi, nelle nostre città, nei luoghi finora considerati più appetibili della nostra Regione.

Sulle coste soprattutto.

Sui luoghi di villeggiatura in particolare.

E giù alberghi, stabilimenti balneari, ristoranti, bar, discoteche, esercizi commerciali ecc.

E, poi, ville, abitazioni, tante, tantissime abitazioni, fino a devastare un territorio che prima era meta di un turismo di elité che portava denaro pulito e che oggi è diventato meta di un turismo straccione, giornaliero, o camorristico e mafioso, che porta solo confusione, caos, degrado, delinquenza e fa scappare la gente.

I conti non tornano più.

Gli affari prospettati ed immaginati non ci sono stati, né ci saranno mai più.

L’industria del mattone e del turismo non tirano più.

Gli albergatori si lamentano, le case e le ville non si vendono perché la gente non ha soldi e quella facoltosa ma pulita è andata e va altrove, verso altri lidi, altri territori, meno devastati e meno degradati.

Una sorta di… ”transumanza”, alla ricerca affannosa di territori… dove non si senta parlare con certi accenti.

Attenti, perché paradossalmente i “nemici” dei mafiosi non siamo noi che li combattiamo e facciamo del tutto perché essi non vengano sui nostri territori ad investire i loro capitali.

I veri nemici loro sono i cosiddetti “amici” loro che fanno il contrario di quanto facciamo noi, la “quinta mafia”, appunto, di cui parlano gli amici di LIBERA, che hanno fatto affari e continuano a fare affari con le mafie, prendendo i loro soldi, facendosi pagare le campagne elettorali, facendosi eleggere con i voti dei mafiosi e che li hanno incoraggiati e li incoraggiano a fare investimenti sbagliati, che non producono business.

I veri nemici sono considerati coloro che, dopo aver fatto affari con un clan, passano al servizio di altro clan che assicuri ad essi guadagni più vantaggiosi.

La miopia e l’ingordigia di certi soggetti non li aiuta a capire quello che sta per succedere.

A danno loro, prima che di tutti gli altri.

Stiano attenti perché questa è la gente che dovrebbe temere sonni non più tranquilli.

Chi ha preso soldi dai mafiosi in cambio di promesse non mantenute o che non si possono mantenere; chi per ingordigia o altri bassi istinti ha tradito un clan per passare al servizio di altro clan; chi la lasciato intravedere ai mafiosi affari che poi non ci sono stati né potranno esserci, debbono cominciare ad avere paura.

Paura che debbono cominciare ad avere i clan stessi perché, al di là del rischio che essi corrono dei sequestri e delle confische dei loro beni da parte di quella parte della magistratura che ancora li persegue, quando un territorio comincia ad essere saturo e gli spazi di manovrabilità si riducono, allora cominciano ad azzuffarsi fra di loro.

Vassallo a Pollica è stato ammazzato perché ostacolava certi progetti, è vero.

Ma non sono pochi -un esempio per tutti, Lima – gli esponenti politici ed istituzionali che sono stati e vengono ammazzati per promesse non mantenute o mantenute solo in parte.

Chi prende soldi dalle mafie, prima o poi, viene chiamato a renderne conto.

O alla Giustizia o… alla mafia stessa.

E quest’ultima non fa sconti.

Noi siamo fortemente preoccupati per quello che potrebbe verificarsi, da qua a fra non molto.

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