La repressione della libertà sindacale da parte di alcuni Prefetti della Repubblica. Il “caso” del V. Prefetto Maria Rosaria Ingenito prima a Latina ed ora a Roma

DI PIETRO. – Al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che:
risulta all’interrogante che la professionalità e la carriera del vice prefetto dottoressa Maria Rosaria Ingenito siano state lese illegittimamente;
ciò è suffragato anche dalle pronunce del tribunale amministrativo regionale per il Lazio – sentenza n. 1147/1997 e sentenza n. 6190/2002 – che ha accolto le ragioni dell’Ingenito e annullato, nel 1997, il provvedimento di «messa a disposizione per gravi motivi di incompatibilità» emanato nei suoi confronti «per assoluto difetto di motivazione» e, successivamente, nel 2002, i quaderni di scrutinio e le schede di valutazione dell’operato e dei risultati dell’Ingenito per gli anni dal 1994 al 1996, viziati da carenza istruttoria (sentenza del TAR del Lazio dell’8 luglio 2002 – pag. 18) ed immotivatamente negativi (sentenza del TAR del Lazio dell’8 luglio 2002 – pagg. 16 e 17);
a decorrere dall’anno di assunzione presso il Ministero dell’interno e per i successivi 10 anni l’Ingenito ha sempre ottenuto il giudizio ed il punteggio di ottimo sia nelle valutazioni finali che dei singoli parametri – ne sono prova i quaderni e le valutazioni annuali – fino al 1994, l’anno iniziale del triennio consecutivo in cui le valutazioni ed i punteggi di alcune voci subiscono un forte peggioramento;
risalta, in particolare, il tenore dei giudizi alla voce «stima e prestigio goduti in ufficio o negli ambienti frequentati per ragioni d’ufficio» – per sei anni «massima e incondizionata da parte dei Superiori e dei Collaboratori» – e alla voce «capacità di organizzare, coordinare e dirigere il lavoro di uffici dipendenti» – per sei anni «eccezionale, con altissimo rendimento anche da parte dei collaboratori» – che, invece, a decorrere dal 1994 e per il successivo biennio, identici, rivelano improvvisamente ed in assenza di atti, anche interni, che li giustifichino, «discontinuità del rendimento professionale» e «difficoltà relazionali»;
la procedura di «incompatibilità» avviata dall’allora responsabile del personale prefettizio presso il Dipartimento della pubblica sicurezza ha, ad avviso dell’interrogante, fortemente leso nel tempo l’immagine ed il prestigio di una dirigente che, fino a quel momento, risultava essere brillante e dal percorso di carriera ineccepibile (successivamente quella procedura è stata annullata dal Tar);
risultano all’interrogante i seguenti e non esaustivi provvedimenti emanati dall’amministrazione che hanno interessato la dottoressa Ingenito: nel giugno 1995, le viene notificato il provvedimento di messa a disposizione a firma del Capo della polizia, per incompatibilità ambientale (successivamente annullato dal Tar del Lazio); nell’aprile 1996, è trasferita all’ufficio studi e legislazione della direzione generale per l’amministrazione e per gli affari del personale; nel luglio 1997, è trasferita presso l’ufficio del commissario di Governo per l’immigrazione da Paesi extracomunitari, adibita, per quanto risulta all’interrogante, a mansioni del tutto inadeguate al suo livello, quali la trascrizione di tabulati; nel settembre 1998, a seguito della chiusura del predetto ufficio, è trasferita alla divisione assistenza collettiva; nel novembre 2005 le viene assegnato l’incarico di Vicario presso la prefettura di Latina, dalla quale viene rimossa per «incompatibilità ambientale», dopo aver denunciato con un comunicato sindacale, in qualità di rappresentante dell’UNADIR, pratiche che Ella riteneva prive del rispetto delle regole all’interno della medesima prefettura (risulta, inoltre, all’interrogante che dalla prefettura di Latina, nello stesso periodo, un numero di almeno altri tre dirigenti se ne allontanava); nell’agosto 2006, è trasferita alla prefettura di Roma;
dall’agosto 2008 è Capo dell’Ufficio del Rappresentante dello Stato e della Conferenza Permanente presso la prefettura di Roma; da ultimo, alla dottoressa Ingenito per quanto risulta all’interrogante sono stati assegnati due diversi e contemporanei incarichi, ma in assenza di collaboratori;

risulta all’interrogante, al contempo, che la dottoressa Ingenito avrebbe segnalato all’amministrazione dell’interno di essere stata destinataria di ordini gerarchici protesi a sanare situazioni che destavano forti dubbi sul piano della regolarità di aver subito pesanti azioni discriminatorie nel corso degli anni, recentemente insieme ad altri colleghi presso la prefettura di Latina ed anche ora presso la prefettura di Roma:
se il Ministro interrogato non intenda appurare e chiarire i fatti indicati;
se non ritenga di accertare se e come l’amministrazione abbia dato seguito ai provvedimenti dell’organo giurisdizionale;
se non intenda accertare se l’avanzamento della carriera e gli incarichi affidati all’Ingenito possano ritenersi congrui e quali motivazioni abbiano originato il suo declassamento nelle valutazioni e nei quaderni di scrutinio con una ricostruzione parziale della carriera;
se non intenda appurare la veridicità delle azioni di ostracismo nei confronti degli iscritti al sindacato UNADIR;
e sia a conoscenza della segnalazione delle irregolarità degli uffici delle prefetture di Roma e Latina di cui in premessa e se non intenda fare luce sull’intera vicenda.
(4-07026)

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